Francesco Lattanzio | 29 novembre 2017
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Cosa vogliono davvero le persone? Per Caffeina è questo il vero punto di partenza del marketing

Cosa vuol dire “innovazione”? Steve Jobs direbbe: “La vera innovazione arriva dal riconoscere un bisogno non soddisfatto e trovare un modo creativo per risolverlo”. È proprio questo il tema: imparare ad ascoltare le persone, capire cosa vogliono davvero, anche se loro stesse (ancora) non lo sanno. Un concetto applicabile anche al marketing, dove “la sfida non è avere più budget, ma saper creare ciò che le persone ritengono utile”, afferma Tiziano Tassi, CEO e Founder di Caffeina, al Workshop organizzato a IAB Forum.

Per arrivare alla compresione degli altri bisogna in primo luogo mettersi in discussione. È un passaggio chiave per intercettare i bisogni delle persone, perchè mettendo in dubbio le proprie convinzioni si adotta un punto di vista neutrale che permette di cambiare punto di vista. Non è una cosa negativa, “anzi, denota sicurezza in sé stessi”. Insomma il punto – che sia per lo sviluppo di app, siti, campagne di marketing o qualunque servizio legato a un prodotto o a un brand – “è capire cosa serve e come proporlo. Alcuni brand fanno app senza pensare a come verranno usate. Ci sono casi in cui abbiamo sconsigliato di sviluppare siti o app perché era chiaro che sarebbero stati poco efficaci. Bisogna valutare il ruolo della piattaforma o dello strumento in funzione degli obiettivi. Gli interessi dell’azienda e il valore che cercano le persone, in alcuni casi, possono arrivare a coincidere. E questo è una sorta di Nirvana da raggiungere.”, spiega Tassi.

 

UX Design: anatomia dell’esperienza

“L’UX Design ha tante definizioni. Per me non è altro che la disciplina che mette le persone al centro di ogni decisione”, spiega Stefan Manastirliu, UX Director di Caffeina. L’equazione è semplice: migliore è l’esperienza che si dà all’utente e maggiore è il profitto. “Questo maggiore profitto si può raggiungere in modo etico. Se creo valore vero, il cliente è disposto a riconoscerlo. Molto spesso, per esempio, si è più focalizzati sul fare un’app mobile o a chiedersi se serve davvero”, aggiunge Tassi. In realtà è molto importante affiancare all’esperienza di valore anche una buona strategia di marketing, una comunicazione efficace e un prodotto con una utilità riconosciuta dalle persone. “E se un’azienda riesce a mettere l’utente al centro, genererà profitti”, non ha dubbi Manastirliu.

 

Punti di vista

Oltre a mettere in dubbio le proprie convinzioni, è importante acquisire la flessibilità necessaria per saper cambiare punto di vista. Genialloyd lavora nel campo delle assicurazioni. Potrebbe raccontarsi dal punto di vista del business, dicendo che per firmare un contratto online si salta una lunga serie di azioni burocratiche, oppure può vederla dagli occhi del cliente, esaltando il fatto che bastano pochi click sul divano, mentre fuori c’è il diluvio. Per Estathé invece ci si potrebbe concentrare sui dati socio-demo, ma sono molte le audience che bevono thé; oppure si possono studiare i comportamenti di consumo e definire che una campagna sulle serie TV di Netflix, un topic che accomuna target molto trasversali e diversi da loro. “Prova, sbaglia, impara, ripeti”, dice Manastirliu. “È inutile validare un prodotto appena prima di lanciarlo. I test devono tenere conto dei feedback dell’utente e continuare per tutto il lifecycle”, continua. È così che si cambia punto di vista in modo dinamico, ed efficace. Insomma, i brand devono “essere portavoce degli utenti, studiare i bisogni reali delle persone, e avanzare a piccoli passi. Così è possibile creare valore per milioni di persone.”, conclude Manastirliu.

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