Francesco Lattanzio | 16 novembre 2016
COMPANY

Snap Inc presenta l’IPO. La risposta è attesa per marzo

È finalmente giunto il momento della quotazione in borsa di Snap Inc, ma forse dopo il furore degli ultimi mesi era lecito aspettarselo. La società, infatti, ha dato una bella scossa al suo business grazie all’iniezione di una serie di prodotti e funzioni all’interno dell’app – “Last but not least” il freschissimo lancio degli Spectacles – che ne hanno fatto un vero e proprio antagonista di Facebook. Proprio la società di Zuckerberg non accenna a fermare il suo inseguimento al fantasmino, attraverso una proposta continua di feature particolarmente simili a quelle di Snapchat all’interno delle sue property. Il momento per proporsi a Wall Street sembra dunque quello più propizio, considerando l’impennata di utenti, il target interessante, i nuovi strumenti per editori e marketer e una considerazione sempre più solida.

IPO

La società di Evan Spiegel ha inviato la documentazione per avviare il processo di IPO confidenziale alla SEC, con l’assistenza di Goldman Sachs e Morgan Stanley, e si aspetta di raccogliere 4 miliardi di dollari per un raggiungere un valore tra i 25 e i 35 miliardi. Fino a quando non sarà presa una decisione definitiva (attesa per marzo), la dimensione dell’offerta iniziale potrebbe cambiare fino a raggiungere un tetto di 40 miliardi. L’ultima valutazione, risalente allo scorso maggio, assegnava a Snap Inc un valore intorno ai 18 miliardi. Una buona IPO potrebbe catapultare il fantasmino in una competizione più proporzionata con Google e Facebook sul campo del social video e mobile messaging. Il 2016 è stato comunque un anno particolarmente scarso, stando ai numeri di IPO effettuate da aziende tecnologiche. Sono state solo in 9 a quotarsi negli Stati Uniti, con Twilio Inc domina la classifica di valore grazie ai 172,5 milioni di dollari raccolti. Adesso vale il doppio.

Crescita

Snapchat ha potuto inserire nel suo piano trend molto positivi, tra cui l’utenza mondiale che ha toccato (secondo le rilevazioni di giugno) i 150 milioni di utenti giornalieri, in crescita di ben 40 milioni rispetto alla misurazione di dicembre 2015. Alla fine del trimestre conclusivo dello scorso anno, in Italia gli utenti attivi erano invece 673.000 (fonte Global Web Index). Le stime sono ottimistiche anche sulle revenue, che quest’anno chiuderanno intorno ai 350 milioni di dollari, ma è previsto per il 2017 il raggiungimento del miliardo. Sarebbe una crescita superiore al 200%. Nel 2015 i ricavi si fermavano a 59 milioni. Poco tempo fa, la società ha iniziato un processo di modifica dei termini degli accordi con gli editori relativi alla monetizzazione di Discover. Snapchat vorrebbe passare dall’attuale revenue sharing a un modello basato su licenze con fee fissi per tenere tutta la raccolta della sezione che ospita brand come Vox, Daily Mail e National Geographic per sé. Fino a oggi Snapchat ha consentito agli editori di vendere pubblicità per conto proprio o di appoggiarsi al team sales della società californiana, una pratica utilizzata da Facebook per Instant Articles.

Le perplessità

Reattività e creatività non mancano di certo alla società, che ha proposto un modo completamente nuovo di comunicare agli utenti, opzioni creative per i marketer, strumenti di misurazione con il contributo di 11 partner, e adesso un dispositivo hardware dedicato alle funzioni principali dell’app. Insomma la messaggistica “che scompare”, i filtri personalizzabili e i video verticali sono stati elementi rivoluzionari, così come l’organizzazione dei contenuti all’interno della piattaforma e la disponibilità verso i bisogni dei marketer sono elementi che fanno ben sperare per il futuro della società. Anche il fermento e la frequenza con cui vengono lanciati formati pubblicitari nuovi sono molto apprezzati dagli inserzionisti. È invece la visione di lungo periodo che non lascia completamente sereni. Facebook insegue, e possiede utenze molto più vaste a cui ha già iniziato a sottoporre delle feature simili a quelle di Snapchat con il chiaro intento di sovrapporcisi. Devono essere valutate le possibilità evolutive della piattaforma, considerando i suoi scopi e la sua modalità di utilizzo. Tra i difetti più evidenti c’è anche una reticenza a livello di comunicazione. Se le campagne sono spesso molto ben fatte (vedi quella per il lancio degli Spectacles), i cambiamenti passano spesso nell’ombra (vedi l’introduzione dell’autoplay nelle Stories). Una logica che spesso lascia spiazzati gli inserzionisti. “Snapchat è nella sua fase critica di crescita, adesso può continuare a crescere a ritmo esponenziale o cadere”, commenta Thawani, director of digital strategy di TBWA/Chiat/Day L.A.

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