Anna Maria Ciardullo | 30 marzo 2017
COMPANY | CREATIVITÀ

We Are Social: “il successo di un’idea creativa parte sempre da un focus sulle persone”

Si chiamano Gabriele Cucinella, Stefano Maggi e Ottavio Nava e sono i tre managing Director di We Are Social in Italia. Intervistarli, permette di capire sin dal primo momento quale sia la loro forza e quella della loro agenzia creativa: la perfetta comunione d’intenti e visioni. Non serve, infatti, specificare chi risponde a una o a un’altra domanda, il loro pensiero è coeso, gli obiettivi fortemente condivisi e, se l’unione fa la forza, loro rappresentano l’esempio perfetto. We Are Social Italia è nata nel 2010 ed è passata da un team di 4 persone a ben 145 dipendenti in soli sette anni. “Social thinking”, è così che definiscono il loro particolare approccio alla creatività dove, per risolvere problemi di business e di brand, al centro c’è sempre un focus dominante: le persone. A partire dalla comprensione dei comportamenti sociali sviluppano idee creative insieme a brand, che come loro, abbiano voglia di guardare al futuro. E a giudicare dai risultati ottenuti, ci riescono. Abbiamo indagato insieme a loro lo scenario odierno della creatività per comprendere meglio quali siano le maggiori sfide attuali e come affrontarle.

Chi è We Are Social secondo We Are Social?

Ci definiamo una “socially led creative agency”, letteralmente significa un’agenzia creativa guidata dall’elemento social. Questo significa che mettiamo al centro della nostra consulenza strategica la dimensione sociale delle persone, investendo sempre di più nel capire come interagiscono e cosa vogliono per sviluppare idee creative e iniziative alle quali si appassionino, partecipando spontaneamente e generando uno scambio di valore autentico con i brand.

Quali sono secondo voi le sfide più attuali con le quali deve scontrarsi chi vive di creatività oggi, e come le affrontate voi?

Lo scenario cambia costantemente soprattutto perché cambiano costantemente gli strumenti che le persone utilizzano. Non cambia, al contrario, l’approccio, ossia il modo che abbiamo di collaborare internamente per valorizzare il nostro metodo creativo. Sicuramente, ci distingue un’attenzione molto forte verso l’innovazione e le nuove tecnologie. Non aspettiamo che una tecnologia sia totalmente rodata ma, se può essere rilevante per le persone, preferiamo sperimentare, piuttosto che arrivare troppo tardi. La cosa importante è capire come legare queste ispirazioni alla creatività, che per noi parte sempre dalla comprensione degli interessi delle persone a livello sociale, quindi come si relazionano con gli altri e di cosa abbiano voglia di sentir parlare, a prescindere da quale tecnologia o formato si utilizzi. Pensiamo che le realtà come noi in generale si trovino davanti una sfida importante: gestire il fatto che i social network siano diventati ormai molto più mainstream di quanto non lo sia la televisione, basti pensare che ogni giorno il tempo medio speso online è triplo di quello speso davanti a quest’ultima (6 ore 10 minuti versus 2 ore 25 minuti, We Are Social – report Digital in 2017). Quindi, sicuramente sta diventando un territorio di confronto per tutte le agenzie, non solo quelle social oriented.

Come gestite la complessità della gestione di canali che vivono evoluzioni e cambiamenti continui?

 L’importante è rimanere costantemente aggiornati sui cambiamenti delle piattaforme e su come utilizzarle in base alle loro evoluzioni continue. Le Stories sulle varie piattaforme, ad esempio, stanno cambiando il modo in cui si veicolano i contenuti, Facebook si sta posizionando sul comparto video ma in modo diverso rispetto a YouTube che rimane il player di riferimento, Instagram ha un ruolo sempre più centrale per quanto riguarda la parte di immagini e così via. Sono solo alcuni esempi del fatto che abbiamo a che fare con uno scenario media molto frammentato e, oltre ai contenuti e alle idee, oggi, è necessario saper individuare le professionalità in grado di rispondere al meglio all’evoluzione delle modalità di fruizione e interazione delle persone. Nella nostra struttura, infatti, sia i team generalisti che si occupano del client servicing, sia gli specialisti di estrazione creativa, editoriale e tecnologica esplorano costantemente le soluzioni, i formati e i momenti più adatti per comunicare i messaggi dei brand con cui lavoriamo.

In relazione, invece, a tecnologie di automazione dei processi, ad esempio l’AI, come cambia l’importanza del contributo umano in tema di creatività?

Noi operiamo in un settore dove, a nostro avviso, il contributo umano continuerà a essere fondamentale molto più che in altri. La creatività per definizione è qualcosa di non riproducibile da una macchina e anche l’utilizzo di tecnologie in ambito comunicazione – ci sono molti esempi sia nostri che realizzati da altre aziende – viaggiano nell’ottica di mettere una caratterizzazione creativa al centro delle proposte. Basti pensare al primo caso di bot spinto a livello globale da Facebook, Miss Piggy dove il carattere spiccatamente fictional è dato dall’elemento creativo e dove la tecnologia è un veicolo di tale creatività. Vale lo stesso per il bot che di recente abbiamo lanciato per Vodafone. Crediamo che la tecnologia rimarrà come uno strumento a supporto delle idee creative piuttosto che un sostituto.

Qualche novità interessante in tema di evoluzione delle piattaforme?

Un elemento interessante, lato piattaforme, che stiamo seguendo da vicino anche se ancora embrionale è la diffusione di piattaforme basate sul controllo vocale come Amazon Echo oppure l’assistant di Google. Stiamo indagando su come si possa offrire valore alle persone anche con l’utilizzo dell’audio, coinvolgendo i brand. Un’altra evidenza, è il fatto che le piattaforme stiano diventando più “liquide” se vogliamo e come l’interazione con i canali social sia sempre più possibile su nuovi device e, dunque, sempre più ampia, l’esempio dell’applicazione TV di Facebook va un po’ in questa direzione, ossia offrire la possibilità di fruire di Facebook Video all’interno della propria Apple TV, oppure, di vedere anche dei contenuti social in ambienti dedicati solitamente ad altro tipo di fruizione come la tv.

Progetti e obiettivi futuri?

Si è chiuso un anno molto positivo per noi sia dal punto di vista di business che dei riconoscimenti che abbiamo ottenuto. La nostra evoluzione prevede un continuo investimento su creatività e contenuti, che sono i nostri key focus, al fine di nutrire e mantenere le relazioni con i nostri clienti storici perché crediamo molto nel valore della continuità nei rapporti lavorativi, e ovviamente per continuare a crescere con l’acquisizione di nuovi partner.

 

 

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