Anna Maria Ciardullo | 31 marzo 2016
CREATIVITÀ

Come cambiano le abitudini dei “netflixer” nel mondo

Nessuna nazione è uguale all’altra e apparentemente nemmeno le abitudini di utilizzo di Netflix. Sono già passati circa tre mesi da quando la compagnia americana ha annunciato la propria espansione worldwide estendendo il suo servizio da 60 a 130 paesi. Il fenomeno è stato prorompente, tanto che è già possibile osservare dei trend di utilizzo per comparare le abitudini degli utenti nel mondo. Per avere un’idea della portata dello share di Netflix, prima della conversione, nel quarto trimestre del 2015 gli user hanno guardato per ben 12 miliardi di ore i programmi su Netflix, in crescita del 45,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Durante uno speech al Mobile Word Congress di Barcellona, che si conclude oggi, Scott Mirer, vp del the device partner ecosystem a casa Netflix ha affermato che lavorare con providers provenienti da dozzine di paesi diversi sta davvero funzionando bene. La compagnia sta, infatti, intrecciando una serie di partnership con le grandi Telco per offrire servizi più customizzati. Ma quindi, quali sono le abitudini dei netflixer in giro per il globo?

Paese che vai device che trovi

In India, Corea del Sud e Giappone gli utenti preferiscono guardare Netflix sullo smartphone mentre negli Stati Uniti, in Sud America e in Australia il media privilegiato è la televisione. Il tablet è, invece, il device più usato in Africa, Medio Oriente e Asia Sud Est, ad eccezione di alcune parti dell’Africa, del Medio Oriente e dell’Europa dell’Est, dove i consumatori sono ancora affezionati al computer.

Il mobile non è tutto, almeno non ancora

L’anno scorso, il 45% di tutte le iscrizioni è stato registrato su desktop o laptop. Le percentuali di chi ha scelto il telefono sono ben più basse, appena il 27%, seguite dal 21% provenienti da televisione e 10% da tablet.

Preferenze di utilizzo dei device

Le statitistiche di Netflix dimostrano che i device user si iscrivono al servizio da un device ma non sempre continuano a utilizzare il servizio tramite lo stesso strumento. L’evoluzione, di solito, si verifica dopo il primo mese e, ancor più frequentemente, dopo i primi sei.

Tv: mentre solo il 21% degli utenti accede dalla tv, alla fine il 48% degli iscritti totali la sceglie come device privilegiato durante il primo mese. La percentuale sale al 62% dopo sei mesi.

Computer: dopo un mese solo il 26% dei wiewers sceglie il desktop o il laptop come device primario, una decrescita rispetto al 42% che all’inizio si iscrive dal pc. Dopo sei mesi, il totale degli utenti da computer scende ancora al 22%.

Smartphone: anche chi sceglie il telefono per iscriversi alla fine cambia rotta. Del 27% iniziale solo il 16% rimane fedele al mobile dopo un mese e il 9% dopo i primi sei.

Tablet: per la maggior parte del tempo l’uso del tablet rimane stabile e solo la settima parte del 10% cambia destinazione primaria dopo sei mesi.

Android versus iPhone

La tipologia di smartphone scelta per guardare Netflix cambia in modo sostanzanziale in base alla provenienza geografica degli utenti. Ad esempio, in Nord America, Stati Uniti e Canada c’è una maggiore diffusione di dispositivi iOS mentre il Messico è un paese più “Android oriented”. Proprio Android domina anche in Sud America mentre l’iPhone spopola nell’Europa dell’Est e in Australia. Percentuali simili in Africa e nel resto d’Europa.

Connessioni nel mondo

Grazie al Wifi, la maggior parte dei paesi sviluppati tende a evitare l’uso della connessione per le sue “abbuffate” di Netflix. Al contrario, in altri paesi come il Sudan, la Tanzania e la Finlandia, la maggior parte dei contenuti è fruita tramite la connessione dati fornita dai vari provider.

Una nuova rete di partnership

Netflix sta stringendo numerose partnership con le maggiori Cable e Telco nel mondo per offrire i contenuti con modalità che agevolino non solo se stesso ma anche i provider a guadagnare nuovi clienti. Alcune, infatti, come Vodafone, Softbannk, Virgin Media e Dish, hanno stretto delle partnership dirette con la tech company americana, mentre altre usano Netflix per arricchire il contenuto delle loro campagne promozionali. BT ad esempio, l’ha integrato nei contenuti di una campagna out-of-home nelle metropolitane, Proximus lo promuove tramite direct mail e ancora Optus Yes attraverso le sue strategie di digital adv. Totalplay, in Messico, ha persino un pulsante “Netflix” sul proprio remote control. Per rispondere alla domanda che molti si pongono, se Netflix consentirà anche di scaricare contenuti per la visione offline, Mirer ha confermato che la questione, al momento, è al vaglio di un acceso dibattito. “Non so se lo faremo mai”, ha aggiunto. “Potremmo, ma non è detto”. La ragione è che acquistare i diritti per un servizio del genere è piuttosto dispendioso e la product experience tenderebbe a complicarsi” ha concluso.

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