Anna Maria Ciardullo | 15 novembre 2017
CREATIVITÀ

Cannes sposta il focus sulla creatività. Ecco come le tech company dovranno adeguarsi al nuovo paradigma

La notizia della proposta di un festival più “snello” per la prossima edizione dei Lions di Cannes è stata ampiamente accolta con favore dalla comunità creativa che godrà sia della maggiore attenzione dedicata al loro lavoro, sia delle misure di risparmio messe in atto per favorire la partecipazione alla kermesse. Ma, non sarà solo l’organizzatore Ascential a rafforzare il suo gioco creativo: gli sponsor, in particolare i marchi e le società di consulenza tech, dovranno cambiare il modo in cui gestiranno le proprie attività sulla Croisette. Per placare le preoccupazioni di chi temeva che la settimana della creatività si stesse trasformando in una conferenza tecnologica, Ascential incoraggerà attivamente un ulteriore impegno creativo da parte delle tech company.

 

Meno party, più azione

Grandi investitori del Festival, come Google, Twitter e Facebook, saranno attivamente incoraggiati a partecipare in modo più diretto ai Lions di Cannes e a contribuire alla sua rinnovata attenzione alla creatività. Negli ultimi anni, questi operatori si sono distinti maggiormente per l’acquisto di spazi sulla spiaggia e per aver ospitato feste esclusive e costose, non per la partecipazione ai premi o per il loro contributo alle conversazioni come relatori. Tuttavia, il loro contributo resta fondamentale. L’idea di avere un festival della creatività che parla di pubblicità, marketing e comunicazione senza i player tecnologici non sarebbe altrettanto interessante. Per questo, Ascential sta discutendo con Facebook, Google e gli altri, su come integrarli maggiormente piuttosto che lasciarli agire come attori adiacenti all’evento. Trovare un punto d’incontro potrebbe essere particolarmente difficile, ad esempio, con Facebook e Snapchat, i due marchi che probabilmente sono i più noti per le loro spiagge e i loro incontri irripetibilmente esclusivi quando si tratta di Cannes.

 

Attrarre nuovi sponsor

Jose Papa, amministratore delegato del Festival, non è d’accordo sul fatto che il lato creativo del festival sia andato perduto, ma ammette che l’attenzione dell’azienda si è spostata per attrarre nuovi sponsor, piuttosto che per evolvere il modo in cui la creatività viene mostrata, negli ultimi anni. “Ora abbiamo solo bisogno di bilanciare questi obiettivi e capire come impegnare gli sponsor in modo più attivo e creativo”, ha spiegato. “Ne va anche del loro successo al Festival”. Accenture Interactive è stato il primo dei neofiti a colmare il divario, il suo direttore generale, Anatoly Roytman, già l’anno scorso aveva accennato che nel 2018 sarebbe entrato a far parte dei premi.

 

Preoccupazioni finanziarie

La sola quantità di cambiamenti, come l’astensione di Publicis che si è preso una pausa da Cannes per un anno, rischia di incidere sulla stabilità finanziaria dell’evento. Come reagiranno le aziende tecnologiche al focus creativo? I 650 abbonamenti gratuiti ai Young Lions, il congelamento dei prezzi, i pacchetti di risparmio e le tariffe fisse dei taxi e aeroportuali potrebbero contribuire a indebolire il portafogli di Ascential. E ancora, il tetto massimo di sei premi per campagna sconvolgerà sostanzialmente l’ammontare di denaro che i premi possono ottenere? Papa pensa che ogni rischio finanziario valga la pena in cambio di un reale ritorno alla creatività. Lui e i suoi colleghi sono convinti che le modifiche siano state apportate non solo a beneficio di Publicis e WPP, ma anche in risposta ai feedback di tutti i soggetti interessati: marketers, agenzie indipendenti, direttori di società, partner di sponsorizzazione e leader creativi di una vasta gamma di organizzazioni. “Quindi, se questo è un anno di aggiustamenti per noi, siamo pronti. Perché stiamo guardando al valore a lungo termine dei Cannes Lions”, conclude il ceo.

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