Francesco Lattanzio | 4 agosto 2017
CREATIVITÀ

Ecco perché le piccole agenzie creative guadagnano considerazione tra i big brands

Le agenzie creative indipendenti e quelle di piccole e medie dimensioni stanno raccogliendo un’attenzione sempre maggiore da parte dei brand più grossi. Lo ha sottolineato poche settimane fa il report di R3, indicando un approccio digital first come un asset molto importante per entrare in competizione efficacemente con le agenzie più affermate e raccogliere gli incarichi dei marchi più “ricchi”. Ma oltre all’agilità con cui muovono le loro idee tra le varie declinazioni online – e offline – ci sono altri argomenti che fanno delle piccole e medie agenzie, dei partner particolarmente appetibili per qualunque tipo di brand che voglia promuoversi.

 

Small is the new big

Sembra che il modo in cui le agenzie e i loro clienti interagiscano stia cambiando profondamente. Questi ultimi cercano relazioni “vere” con i loro partner, vogliono conoscere la persona che si sta occupando della loro campagna e sapere che il successo di questa sia fondamentale per entrambi, agenzia e brand. Le piccole realtà sono quindi generalmente più motivate nel proporre creatività d successo, e sbagliare signficherebbe ricevere brutti colpi a livello di bilancio.

 

Grandi idee da piccole realtà

Siamo nell’epoca in cui la tecnologia ha democratizzato la creatività, allineando le possibilità produttive delle agenzie. La differenza dunque la fanno le idee, che sono entità molto fragili e facilmente corruttibili. Le grandi idee nascono nei team più piccoli e si sviluppano intimamente, passando attraverso un processo delicato composto da poche persone, prima di diventare abbastanza forti per affacciarsi al grande pubblico.

Inoltre, se il progetto viene assegnato a tante persone, nessuno gli dedicherà la giusta attenzione. Più risorse sono coinvolte, meno sentiranno loro il progetto. Il miglior modo per approfondire un’idea in modo appassionato è sapere di doverla firmare, presentare, difendere.

 

Spendere meno, pensare più in grande

Rispondere ai problemi aumentando le spese qualche volta funziona, ma la maggior parte delle volte è inefficace. I brand ultimamente stanno cercando di ottimizzare i propri budget e tagliare le spese. Due pratiche in netto disaccordo. La nuova prassi richiede di fare ordine in casa prima di spendere qualsiasi somma su risorse esterne, di pensare di più e spendere più oculatamente. Le piccole agenzie riescono a dare un supporto più efficace rispetto a quelle più grandi quando si tratta di ottimizzare il costo delle idee. Alle strutture affermate capita, a volte, di incorrere nella fallacia della Sunk Cost: dal momento che hanno investito molto in certe discipline, sono predisposti alla loro applicazione. Hanno investito molto sulla unit di search? Allora consiglieranno la SEM. Hanno usato grossi budget per la produzione di format video? Consiglieranno quelli. E così via.

Le piccole agenzie, invece, possono essere più agnostiche all’inizio, perchè i loro business model sono costruiti sul trovare un’idea e sullo sviluppo un piano per applicarla attraverso partnership con le migliori strutture in grado di eseguire le varie attività.

 

Incarichi più piccoli, ROI più alto

I progetti più piccoli danneggiano le agenzie più grandi, ma sono un vantaggio per quelle più piccole. I grossi brand incontrano barriere piuttosto contenute nel proporre progetti alle strutture meno vaste, e generalmente è vantaggioso per entrambi. I clienti riscontrano un ROI più alto quando escono dalle relazioni AOR (Agency of Record, ovvero le agenzie a cui i brand affidano lo sviluppo di creatività e media plan) e provano a collaborare su progetti con le piccole agenzie. Trovano un pensiero meno istituzionale e disruptive, mentre le strutture possono testare la loro creatività su larga scala e raccogliere un engagement più alto.

Le piccole agenzie trovano grandi incentivi nel lavorare su piccoli progetti di brand importanti e li trattano con l’importanza che per loro rappresenta. Nelle agenzie più rinomate, un lavoro di secondo piano di un brand riconosciuto potrebbe non essere una priorità.

 

L’industry pubblicitaria è in costante cambiamento, e l’agilità, mentale e operativa sono necessarie per starne al passo. Le piccole agenzie e quelle indipendenti svolgono un ruolo sempre più riconosciuto, anche dai brand a respiro globale.

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