Redazione 360com | 9 ottobre 2017
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Zeotap fa incontrare i dati con l’arte della Klimt experience

Chi ha detto che dati e creatività non possono andare d’accordo? Per un una sera, lo storico dualismo tra le due componenti principali dell’advertising, si è trasformato in perfetta unione, all’insegna dell’arte. E’ stato questo il tema della serata organizzata lo scorso 4 ottobre al Mudec da Zeotap, data provider di origine tedesca presente ormai da oltre un anno sul nostro mercato con un offerta unica di audience targeting, paragonabile a quella dei due gradi colossi del digital, Facebook e Google.

L’azienda, rappresentata in Italia da un team di grande esperienza, guidato da Riccardo Polizzi Carbonelli, ha voluto organizzare una speciale serata per i propri clienti all’interno della “Klimt Experience”, l’esposizione “multisensoriale” che racconta attraverso suggestioni visive e acustiche l’universo pittorico, culturale e sociale in cui visse e operò il pittore austriaco. Così, accompagnati dall’eccezionale cucina dello chef bi-stellato Enrico Bartolini i fortunati commensali hanno avuto l’opportunità di chiacchierare su temi quali advertising e dati, immersi nell’esposizione, un contesto dal fascino unico.

«L’unione di un’esposizione su Klimt con la moderna tecnologia dei dati può sembrare un paradosso ma in realtà gli elementi di affinità tra le due iniziative sono molteplici – spiega Riccardo Polizzi Carbonelli, VP Publishers & Advertising Partnerships di zeotap -. Innanzitutto la storia artistica di Klimt, protagonista di quella che viene ricordata come Secessione Viennese, ossia una spinta innovativa nei confronti dell’arte del tempo che ha avuto un effetto “disruptive” molto simile a quello che l’avvento dei big data ha imposto al mercato dell’advertising.

Inoltre, l’obiettivo della Klimt Experience è quello di proporre al visitatore un nuovo modello di fruizione dell’opera d’arte attraverso le potenzialità sempre più allargate delle nuove tecnologie che, in fondo, è analogo a ciò che ci prefissiamo in Zeotap: proporre alla filiera dell’advertising, in particolare agli inserzionisti, nuovi modelli di comunicazione che sfruttino le nuove enormi potenzialità offerte dalla data technology».

 

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