Francesco Lattanzio | 9 maggio 2017
EVENTI

Unilever: “In Italia, il CTR di una campagna raddoppia se si analizzano le preferenze degli abitanti di ogni regione”

“Ogni giorno, in media, l’utente medio di uno smartphone intrattiene 76 sessioni al giorno, che si traducono in 2 ore complessive di utilizzo. Il mobile è diventato un ponte tra online e offline, che consegna agli advertiser la possibilità di raccogliere una grande mole di informazioni. Tra queste ci sono le più precise possibili: i geo-data”. È difficile obiettare a quanto ha dichiarato Andrea Campana, CEO, Beintoo, sul palco del Festival of Media di Roma. I geo-behavioural data, l’incrocio tra le azioni online e offline, consegnano infatti un profilo molto preciso dell’utente da cui è stato ricavato, aumentando le opportunità di conversione delle aziende che vogliono raggiungerli attraverso la pubblicità.

Tra quelle che hanno deciso di puntarci, e di puntare su Beintoo, c’è Unilever. Paola Saggese, Media Director Southern Europe & CEE della holding, ha infatti dichiarato di aver applicato i servizi offerti dalla struttura di Campana per alcuni suoi prodotti e ne ha raccontato i campi applicativi per raggiungere i suoi obiettivi: “si può pensare a strategie di comunicazione di ogni tipo, ma alla fine l’obiettivo di ogni azienda è vendere i suoi prodotti. Attraverso le tecnologie di Beintoo, abbiamo scoperto che in Italia i target a cui ci rivolgiamo sono molto diversi da regione a regione. È molto diverso anche il modo di declinare i messaggi in relazione alla diversità degli store dove i prodotti sono venduti. Noi abbiamo marche che vanno dalla farmacia al supermercato, e così via. Abbiamo scelto di utilizzare mobile e geolocalizzazione, e questi strumenti sono stati fondamentali per capire le reazioni dei vari utenti nelle diverse aree della nazione. Facendo qualche test siamo riusciti a definire le reazioni e a costruire messaggi pubblicitari efficaci per ogni regione e per i diversi tipi di utenti al loro interno. Il click through rate è raddoppiato”.

La strategia di Beintoo

L’approccio di Beintoo si divide in 5 pilastri strategici: dati, creatività, geolocation, drive to store e attribuzione. “Quest’ultimo è stato aggiunto da poco, ed è il pezzetto che ci mancava”, commenta a margine dell’intervento Marilena Pellegrini VP Sales Italia. I dati sono il fondamento del marketing contemporaneo e “raccogliendo le informazioni geobehavioural attraverso il device ID, disponiamo di dati molto freschi. Vengono conservati per massimo 30 giorni e ci permettono di essere sempre aggiornati sui comportamenti dell’utente”. A questi si aggiunge una forza creativa “che risiede in un team dedicato composto da 6 persone. Siamo capaci di sviluppare internamente creatività di qualunque tipo, anche interattive, che in alcuni casi hanno generato interazioni molto prolungate da parte degli utenti. Queste sono tutte concepite per il device”. Il Drive-to-store è una conseguenza della natura mobile: “consiste nella capacità di inviare messaggi pubblicitari puntuali, che tengano conto della posizione e della disposizione dell’utente”. Un elemento coordinato con l’Attribution, ovvero “la possibilità di capire qual è stata l’efficacia pubblicitaria attraverso l’individuazione degli utenti che si sono effettivamente recati al negozio fisico o hanno acquistato sui canali digitali. Attraverso questo servizio siamo in grado di monitorare non solo le campagne mobile o desktop, ma anche quelle condotte su altri media”, spiega ancora Pellegrini.

A questi pilastri si aggiunge un servizio supplementare. “Spesso i clienti ci richiedono report di insight sulle audience, sulle reazioni alla campagna anche in relazione all’area geografica. Sono analisi reportistiche qualitative, che conduciamo con approccio consulenziale. I clienti sono disposti ad allorare anche budget più grandi se hanno più info su quello che generano i loro investimenti”, conclude.

Nessuna risposta a "Unilever: “In Italia, il CTR di una campagna raddoppia se si analizzano le preferenze degli abitanti di ogni regione”"