Anna Maria Ciardullo | 19 luglio 2017
MEDIA

Gaming is the new entertainment: Disney lancia il suo primo eSport show televisivo

Giovedì 20 luglio sul canale per bambini Disney XD negli Stati Uniti, andrà in onda il primo episodio di “ESL Brawlers”, uno spettacolo di gaming che in mezz’ora mette in competizione i giocatori esperti del gioco “Street Fighter V” di Capcom per vedere chi è il migliore. Sarà parte di “D|XP”, un nuovo blocco di programmazione estiva di Disney XD incentrato sul contenuto dei giochi, curato dai più grandi promotori di eventi eSport nel mondo.

ESL, infatti è un organizzatore di eventi eSports che ha ospitato oltre 400 live di competizioni professionali di gioco sin dal suo lancio e ha collaborato con Disney per realizzare due spettacoli televisivi incentrati proprio sul gioco. A seguito di “ESL Brawlers”, Disney e ESL debutteranno con “ESL Speedrunners”, che si concentrerà sul concetto di gioco digaming concept dello speedrunning – ossia quando i giocatori cercano di finire un gioco il più velocemente possibile. Nello show, che debutterà in agosto, i top speedrunner provenienti da tutto il mondo cercheranno di battere i record dei giochi più conosciuti. Tutti i sette episodi di mezz’ora di “ESL Brawlers” e “ESL Speedrunners” saranno trasmessi su Disney XD, che si rivolge soprattutto ai bambini tra i sei ei 14 anni.

Disney, stava cercando da tempo spettacoli che avessero risonanza per i giovani spettatori e per appassionati di gioco che da tempo rappresentano un’audience molto interessante e ancora poco colpita.

L’eSport è ancora una categoria abbastanza nuova e ed estranea a molti marketer e media company, ma non sorprende che Disney XD abbia scelto di realizzare qualcosa legato a questa branca del gaming- sono sempre di più, infatti, i big name che cercano di farsi strada nel mondo del gioco professionale. L’anno scorso, ad esempio, Turner ha creato la propria eSports league che ha trasmesso concorstrasmettendo le competizioni live su TBS e online. Grandi marche come Coca-Cola hanno sponsorizzato concorsi e altri contenuti eSport creati dai publisher.

Per ESL, che ha sede a Colonia in Germania, è la prima volta che distribuirà contenuti sulla TV via cavo negli Stati Uniti. L’azienda sta cercando di espandere il proprio business di contenuti oltre ai tornei in diretta fino alla programmazione originale che può – almeno in alcuni casi – attirare un pubblico non composto solamente da superfan dell’ eSport.

“La maggior parte delle persone ci conosce come una gaming league e una società che è molto concentrata sul contenuto live”, ha dichiarato Nik Adams, svp of global media rights and distribution di ESL. “Ma ci sentiamo anche che, mentre stiamo maturando in questo mercato, la programmazione originale ci aiuterà ad aprirci ad un maggior pubblico e trovare nuovi appassionati per il genere”.

La stessa ESL, che conta Procter & Gamble e Unilever come alcuni dei suoi più grandi sponsor di eventi, ha visto sempre più marketer e media company interessarsi all’ eSport.

“Credo che questo tipo di contenuto possa davvero funzionare in TV, ma i conservatori del programming vogliono essere convinti di non acquistare un flop, sono ancora un po’ scettici”, ha continuato Adams. “Fortunatamente è un rischio che alcuni decision maker televisi più giovani hanno già scelto di correre. Sono piccoli passi, ma sta tutto nel modellare e far maturare un’audience per l’ eSport”.

ESL ha già iniziato a far crescere il suo business di contenuti originale al di fuori degli Stati Uniti. Attualmente ha 17 spettacoli in onda in tutto il mondo con partner come Rogers Sportsnet in Canada. Molti di questi spettacoli sono più direttamente legati agli eventi live di ESL, inclusi spettacoli sportivi e documentari che mostrano la vita dei migliori giocatori professionisti. L’azienda ha già altri progetti in corso anche in USA ma non ha voluto ancora svelare chi sta dall’altro lato delle partnership.

“La TV lineare è un benchmark di qualità per alcuni dei nostri più grandi sponsor. Procter & Gamble, Unilever, altri grandi clienti, quando ci vedono fare questo, sanno che non vendiamo aria ma che possiamo effettivamente fare cose cool” conclude Adams.

 

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