Francesco Lattanzio | 11 ottobre 2017
MEDIA

Dopo gli USA, Facebook punta a trasmettere la Champions League nei paesi emergenti

Facebook non è pronto per avanzare offerte economiche capaci di soddisfare le richieste per i diritti degli sport più diffusi nei mercati più affermati, ma sta lavorando sottotraccia per trasmettere i match di calcio, football e basket nei mercati emergenti.

Il social network, ad esempio, ha provato a convincere la UEFA a concedere la trasmissione delle partite di Champions League ed Europa League in diretta sulla piattaforma di Zuckerberg nei paesi dove queste non fanno parte dei palinsesti televisivi. I due tornei, infatti, non trovano spazio nella programmazione dei broadcaster di diverse nazioni e aree geografiche, come Africa, India e Colombia. Un grosso buco nella copertura mediatica di due brand – Champions League ed Europa League – che va colmato, e che ha spinto Facebook a chiedere i diritti gratis, usando come moneta di scambio una reach enorme per le competizioni della UEFA al di fuori dell’Europa, con conseguenti enormi introiti. L’UEFA ha declinato la proposta.

I maggiori broadcaster europei pagano a peso d’oro i contenuti sportivi dell’associazione che gestisce le competizioni calcistiche continentali – basti vedere l’asta di qualche anno fa tra Mediaset Premium e Sky sul territorio italiano – e dunque la proposta arrivata dal team di Zuckerberg non poteva che ricevere un “no”. Strategicamente però la UEFA si è trovata davanti allo stesso dilemma degli editori: reach o monetizzazione?

Facebook ha dimostrato di essere disposto a mettere sul piatto diversi milioni di dollari per inseguire le sue ambizioni di broadcaster, acquistando i diritti per l’Indian Premier League di cricket per 600 milioni di dollari. Un torneo ora seguito da 1 miliardo di appassionati in India e nei paesi circostanti. Oltre 650 milioni di persone seguono la pagina Facebook di una squadra, di un giocatore o di un sito di notizie sportive, su Instagram i fan sportivi sono 200 milioni. La company sa di avere un forte potere di contrattazione, e secondo Misha Sher, vp sport and entertainment di MediaCom, è solo una questione di tempo prima che le partite di calcio più importanti saranno trasmesse in diretta sul social network. “Chi detiene i diritti avrà bisogno di considerare il valore che realtà come Facebook e Amazon possono portargli, e analizzare quali modelli possono mettere in atto senza danneggiare gli accordi già in atto con i broadcaster”, spiega.

Facebook non ha mai fatto segreto delle sue aspirazioni calcistiche: ha trasmesso oltre 3500 eventi sportivi in diretta nei primi sei mesi di quest’anno, dal football americano ai campionati collegiali di lacrosse. L’obiettivo della piattaforma non è la sostituzione dei grossi canali televisivi (come BT Sports o Sky), ma vuole utilizzare lo stesso modello adottato per trasmettere la Champions League negli Stati Uniti in accordo con Fox Sports. Se avesse preso i diritti per la trasmissione delle partite in esclusiva (per il triennio 2018-2022), che ora negli Stati Uniti sono di Turner Sports, avrebbe fatto molta fatica a recuperare i 60 milioni che avrebbe dovuto sborsare.

La monetizzazione dei video è ancora un problema per la piattaforma, provare a farlo nei mercati emergenti però potrebbe essere più facile. India, Tailandia, Brasile, Messico e Argentina, inoltre, non hanno broadcaster che trasmettono i tornei europei nei prossimi 3 anni. Il problema risiede però nel fatto che in molti tra i paesi emergenti la penetrazione dello smartphone, stando ai dati di Gsma, arriva a malapena al 30%. Un tasso molto più basso della media globale, che si attesta al 50%.

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