Francesco Lattanzio | 21 agosto 2017
MEDIA | SOCIAL

Facebook: la tab per gli show seriali Watch offre già buoni numeri agli editori

Dal 9 agosto, Facebook è entrato con prepotenza nel mondo del video. Quel giorno, infatti, ha debuttato sul social “Watch”, la piattaforma che permette agli utenti di scoprire nuovi show televisivi mostrando ciò che stanno guardando i loro contatti. L’obiettivo di Zuckerberg è trasformare la fruizione di un programma da passiva in attiva attraverso lo scambio di esperienze e di con i propri amici, ma è anche quello di aprire una nuova finestra pubblicitaria su contenuti video più lunghi dei filmati “snack” da pochi minuti e di servire agli editori la possibilità di lanciare veri e propri format a puntate su una piattaforma diversa dal News Feed, generando dunque più opportunità di creare loyalty.

 

Facebook: il ruolo di Watch

Lo stesso Facebook ha annunciato la produzione, e l’uscita prima della fine dell’estate, di almeno due serie originali. “Strangers” e “Last State Standing”, oltre a voler potenziare la sua offerta sportiva. In Usa, nella stagione calcistica 2017-18, avrà addirittura l’esclusiva per trasmettere alcuni match di Champions League grazie alla collaborazione con 21st Century Fox. Insomma, l’espansione sul lato broadcasting è piuttosto netta e posizione il social come competitor di Twitter – che già aveva intrapreso la strada sportiva – e YouTube, Amazon e Netflix. Watch potrà essere la piattaforma su cui vivrà questa offerta,  di fianco a una selezione di contenuti premium prodotti esternament. Anche la struttura pubblicitaria è stata adeguata alla nuova proposta. Negli ultimi mesi, infatti, sono stati introdotti i formati mid-roll e in-stream dedicati ai video di media e lunga durata, poi risistemati per l’uscita della nuova tab.

Non solo, la possibilità di serializzare i programmi potrebbe essere la giusta risposta a uno dei problemi più grossi di Facebook: mantenere gli utenti sulla piattaforma. I più giovani, infatti, stanno dedicando sempre più tempo a Instagram e Snapchat, e per questo il social sta provando a lanciare prodotti come Facebook Live (e Watch appunto) capaci di “triplicare il tempo di fruizione video rispetto alle clip on-demand”, come spiega Tubular Labs.

In effetti, l’offerta di programmi a puntate non solo potrebbe dare una consistente scossa all’engagement ma genererebbe nuovi comportamenti di utilizzo della piattaforma. “Il News Feed è un terreno su cui è difficile creare loyalty verso uno show, ma credo che Watch sia un ecosistema su cui questo possa succedere. È per questo che Facebook sta creando esperienze diverse”, dichiara il presidene di Mashable Studios, Eric Korsh.

 

Mashable

Watch ha riscosso subito un grande successo sia tra i publisher – Mashable ha creato lo show “Art Of The Scene” – sia tra gli utenti – l’editore ha affermato che gli episodi da oltre 10 minuti hanno un tempo medio di visualizzazione doppio rispetto ai video non serializzati. Proprio per questo motivo, Mashable ha deciso di mettere assieme i suoi video singoli in playlist tematiche, e di creare tre nuove serie “Sharp Science”, “Bad Days” e “Scamalot” capaci di registrare una visualizzazione media due o tre volte più alta dei video standalone.

 

Attn

L’editore Attn ha trovato risultati simili nelle misurazioni della sua serie originale “America Versus”, che mette a paragone le leggi americane con quelle di altri Paesi. Le views e le condivisioni sono aumentate di 30 volte rispetto a quando i video erano semplicemente postati sulla pagina. “Abbiamo pubblicato una puntata al mese di America Versus per oltre un anno e ora stiamo vedendo dividendi enormi. Questo ci porta a credere che i programmi serializzati su Facebook, non solo possano, ma debbano funzionare e funzioneranno”, commenta Matthew Segal, co-founder di Attn.

 

Babe

L’editore femminile di The Tab a prodotto una serie animata dal nome “Is It Just Me?”, che propone conversazioni testuali tra i personaggi. L’episodio medio raggiunge 129.000 tra commenti, like e condivisioni, ovvero 8 volte il volume dei video a sé stanti. Per di più, nella prima stagione, il 60% delle view hanno superato i 30 secondi. Un numero importante tenendo conto che ogni puntata dura tra 1 e 2 minuti. Joshi Herrmann, editor-in-chief di Tab Media, ha dichiarato che dopo il lancio della serie, nelle ultime due settimane il numero di engagement ogni 1000 fan supera di 10 volte quello degli 11 maggiori competitor. “Quello che facciamo è creare video originali in forma di serie invece che separati tra loro. La industry si è convinta che bisogna andare su Instagram e Snapchat per creare engagement, ma i nostri dati suggeriscono che è ancora possibile generare un gran coinvolgimento anche su Facebook”, ommenta Herrmann.

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