Anna Maria Ciardullo | 16 maggio 2017
MEDIA

Infografica: le differenze tra i cinque top streaming service per la live TV

Quando si tratta di scegliere uno streaming service per la live tv che li convinca a “tagliare il cavo”, i consumatori sono affamati ed esigenti e vogliono quello che vogliono, quando lo vogliono.

“I broadcaster e i programmers devono capire che la tv non va più considerata come un particolare tipo di hardware, si tratta semplicemente di contenuto video”, commenta Peter Orlik, director and professor della School of Broadcasting and Cinematic Arts.

Non a caso, è aumentato costantemente l’utilizzo di smart TV e device connessi come Apple TV o Roku e i marketer più saggi dovrebbero mettere la propria pubblicità su più piattaforme possibile e abbracciare al più presto la digital conversion.

Servizi come Hulu e Sling TV, non molto noti in Italia dove le TV generaliste hanno ancora un peso più importante rispetto agli streaming service, offrono agli spettatori programmi televisivi in diretta e su richiesta senza un abbonamento tradizionale via cavo e stanno crescendo a vista d’occhio. Ma nessuno è certo di chi stia effettivamente guardando la TV con questi metodi alternativi. Nielsen ha aperto una piccola finestra sui dati di viewership: i TV-device connessi rappresentano circa il 23% dei minuti video settimanali medi visti dagli adulti di età compresa tra i 18 ei 34 anni, più che il doppio rispetto ai PC, smartphone e tablet messi insieme. Anche comScore è in procinto di lanciare OTT Intelligence uno strumento di misurazione dell’audience in streaming.

Un recente studio di Convergence Online indica che i servizi in streaming continueranno a schiacciare gli abbonamenti a banda larga, prevedendo una perdita di 2,11 milioni di abbonati televisivi nel 2017.

Già quasi un quarto delle famiglie in America ha tagliato il cavo. Nel frattempo, le revenue di accesso agli OTT Usa dovrebbero salire del 35% quest’anno fino a quota 11,2 miliardi di dollari. “Questo cambiamento non farà male agli inserzionisti dal momento che possono misurare il pubblico”, continua Orlik.

“Gli inserzionisti troveranno altre vie broadcaster e reti via cavo inizieranno a muoversi nello spazio streaming o OTT”, ha aggiunto Orlik. “È una questione di trovare le misurazioni più efficenti attraverso le piattaforme. Non ci sarà motivo di preouccuparsi se il loro messaggio stia o meno attraversando i canali via cavo o meno”.

Il campo delle opzioni di streaming, dunque, continua ad allargarsi, ecco una serie di infografiche che esaminano i cinque più grandi concorrenti e le differenze tra ciascuno, compresi i pacchetti, i prezzi e così via.streaming service

 

 

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