Redazione 360com | 21 gennaio 2015
MEDIA | STRATEGIE

Le nuove strade del New York Times

Succede da un po’: gli abbonati del New York Times non crescono più. E allora il quotidiano studia nuove strade, ovviamente online, per attirare più lettori e realizzare più fatturato. Tra i progetti allo studio dei vertici della nobile testata statunitense spiccano Upshot, per la pubblicità nativa, e Nyt Now applicazione a pagamento dedicata ai lettori più giovani e ai contenuti video. Il quotidiano statunitense ha potuto contare negli anni più forti della crisi sugli investimenti del miliardario messicano Carlos Slim, diventato primo azionista del gruppo, grazie ai quali ha iniziato il risanamento dei conti, lanciato un modello di news online a pagamento e iniziato, appunto, a sviluppare nuovi prodotti digitali. Proprio i nuovi servizi offerti ai lettori sono quelli da cui stanno giungendo le risposte più significative in termini di traffico e ricavi pubblicitari, dal momento che il numero degli abbonati digitali ha cominciato a stabilizzarsi intorno a quota 875 mila, che poi è il dato del terzo trimestre 2014. Il fatturato derivante da abbonamenti si aggira sui 43 milioni di dollari (pari a 37 milioni di euro), ma la cifra non basta. Per questo, fra le novità introdotte lo scorso anno, ad aprile è apparsa Upshot, una sezione che il New York Times dedica alla spiegazione dell’attualità, della politica e di altri ambiti come il benessere e l’economia, attraverso contributi giornalistici interattivi, analisi e infografiche. Upshot, che vuole colmare il vuoto lasciato dal blog di Nate Silver, l’analista passato a Espn, capace di attirare il 20% del traffico verso il portale del New York Times nei momenti topici come le elezioni presidenziali, non ha lo stesso richiamo del predecessore, ma quattro delle sue storie sono arrivate nella “top venti” degli articoli più popolari del giornale nel 2014. E i suoi lettori sono mediamente più giovani. C’è, dunque, un potenziale da valorizzare, specialmente dal punto di vista della raccolta pubblicitaria.

Come osservato da Adage.com, il principale sito specializzato in media e pubblicità americano, i banner che appaiono su Upshot sono ancora molto a buon mercato, mentre non sono stati ancora introdotti i post a pagamento, vale a dire quella “pubblicità nativa” che tato somiglia ai vecchi publiredazionali. Il posizionamento di Upshot, con la sua vocazione divulgativa e spesso divertente, appare compatibile con questa forma di comunicazione commerciale e potrebbe cavalcare la novità del native advertising. Intanto, mentre la pubblicità su carta è scesa ancora del 5,3% nel terzo trimestre dell’anno, quella digitale è in forte rialzo, in particolare grazie alla pubblicità nativa, tanto da pareggiare quasi del tutto il calo sul fronte cartaceo: un minuscolo -0,1% è, infatti, il dato della raccolta complessiva. E come sottolineato già in precedenza, il pubblico digitale, inoltre, è più giovane e iniziative come Upshot o Nty Now possono servire da rampa di lancio per futuri abbonamenti all’edizione integrale del giornale. Parallelamente, i contenuti video e i prodotti grafici accresceranno il loro peso nell’economia del quotidiano newyorkese. Le infografiche, in particolare, sono funzionali alla spiegazione delle storie e non di rado gli articoli nascono attorno a mappe e dati statistici spiegati ai lettori. «C’è evidentemente una larga audience per il giornalismo calato nella realtà – ha dichiarato proprio ad Adage.com David Leonhardt, responsabile editoriale di Upshot -. Si può scrivere di povertà, diseguaglianza così come di dieta e salute e attrarre molti lettori. Ma siamo contenti di aver realizzato anche pezzi che volevano essere apertamente divertenti». Ed è successo incontrando il favore del pubblico, abituato a leggere online selezioni di notizie molto eterogenee, oppure incuriositi da nuove forme di narrazione. Va in questa direzione anche l’impiego dei droni, in base al recente accordo che lega, fra gli altri, lo stesso New York Times, la Associated Press e altre testate a Virginia Tech.

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