Christian Russo | 7 giugno 2016
MEDIA

Il New York Times cerca nuove strade per superare l’ostacolo degli ad blocker

Il New York Times sta “esplorando la possibilità” di vendere abbonamenti digitali ad-free a più alto livello, e a confermarlo è il chief executive Mark Thompson all’evento IAB Ad Blocking & User Experience Summit Monday. “Vogliamo offrire a tutti i nostri utenti più scelte possibili, e riconosciamo che ci sono alcuni user, abbonati e non, che preferirebbero un’esperienza senza inserzioni” ha aggiunto. A marzo, la testata ha iniziato una fase in cui ha sperimentato nuovi approcci per combattere l’avanzare delle tecnologie di ad blocking, che minacciano di minare i fondamenti della industry del digital advertising. La compagnia ha provato a far apparire ai non abbonati richieste di whitelisting o di sottoscrizioni a pagamento, sia opzionali sia obbligatorie. “Più del 40% dei non abbonati che hanno ricevuto una richiesta obbligatoria hanno messo il sito in whitelist. Non meno del 30% degli abbonati era d’accordo nel mettere il Times nell’elenco delle destinazioni dove l’ad blocker resta disattivato dopo aver visto una richiesta opzionale” spiega Thompson. “Nessuno di quelli che si sono rifiutati nel contribuire alla creazione di un giornalismo di alta qualità ha il diritto di usufruirne” continua. “Questa è una pratica sgradevole, e gli adblocker si sono sempre dipinti come una risposta all’insoddisfazione data dalle esperienze verso il digital advertising. Ma Eyeo (società che possiede AdBlock Plus) non è stata fondata da cittadini preoccupati. È stata fondata da un veterano della pubblicità digitale e rappresenta il più cinico digital ad business” conclude Thompson.

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