Francesco Lattanzio | 6 settembre 2017
MERCATO

Accenture Interactive: 15 acquisizioni in 5 anni nel campo dell’adv. E non è finita qui

Accenture ha messo gli occhi sull’advertising. Come descritto in una serie di articoli qualche mese fa, non è l’unica società di consulenza ad aver individuato la industry pubblicitaria come prossimo territorio di conquista ma è quella che più di ogni altra si sta sforzando, anche economicamente, per ampliare i propri asset ed entrare nell’Olimpo delle top agency a livello mondiale.

 

Alto ritmo di acquisizioni: 15 in 5 anni

In un recente comunicato stampa Accenture Interactive (la cellula aziendale che si occupa di pubblicità) ha ricordato di aver acquisito ben 15 company operative sui territori di advertising e marketing, e il ritmo non accenna a rallentare. Le ultime due, Wire Stone e Brand Learning, sono state annunciate nella finestra di pochi giorni a inizio agosto.

 

Perché scegliere un’agenzia del genere

Ci sono due fattori importanti da tenere a mente nella collaborazione con un’agenzia nata da una costola consulenziale. Il primo consiste nella disillusione dei brand generata dai problemi legati al programmatic, e ora puntano a trovare nuovi approcci in service provider debuttanti sul mercato. Il secondo è legato puramente al risparmio economico, mira sempre più esplicita dei marchi. Giganti della consultancy come Accenture sono i referenti delle aziende quando queste devono decidere quali costi tagliare.

Questi due fattori, combinati con i continui problemi di trasparenza che stanno attanagliando la industry pubblicitaria, hanno creato una finestra in cui aggiungere nuovi nomi nel porfolio. Accenture non è ovviamente da sola in questo assalto al mercato pubblicitario. PwC, IBM iX e Deloitte, insieme ad Accenture Interactive, sono considerate tra le 10 advertising agency più grandi del mondo. Ma è proprio quest’ultima la più grande che c’è, con una proiezione che tocca i 6 miliardi di dollari di revenue nel 2017.

 

Il perché di questa striscia d’acquisizioni

Si è aperta una grossa opportunità di guadagnare terreno sulle Big 6 – WPP, Omnicom, Publicis, Havas, IPG e Dentsu – , ma “per diventare un’alternativa credibile alle holding company, [le unit delle società di consulenza] devono perfezionare i propri segmenti di business e rafforzare le loro capacità in alcune aree. Per essere competitivi nel mercato devono offrire l’intero spettro dei servizi, inclusi media, strategia e creatività. L’era delle joint ventures con gruppi di agenzie creative è finito”, commenta Olivier Gauthier, founder e CEO of COMvergence.

Concetti ben chiari in Accenture, che fa dell’approccio faccio-tutto-io la chiave della sua offerta, secondo quanto afferma Brigitte Majewski, vp e research director di Forrester, dove si occupa nello specifico delle industry di advertising e marketing. “Accenture sta scommettendo sul fatto che il mercato è pronto per la loro value proposition unica, ovvero accompagnare le società nella loro digital transformation necessaria a servire i consumatori moderni. Un numero sufficiente di brand hanno capito che la trasformazione digitale è necessaria e che hanno bisogno di un partner capace di mettere in campo relazioni e abilità”.

“Accenture non è interessata a progetti isolati, è concentrata sulla strategia generale: tutti i progetti richiedono di eseguire una digital transformation”, continua Majewski. Dunque l’acquisizione di Karmarama “rappresenta un tuffo nel territorio delle business agency” e ha portato contatti con BBC, Honda e Unilever, quella di Brand Learning dimostra il rafforzamento delle skills di customer experience, quella di SinnerSchrader ha consegnato all’azienda un predominio del mercato tedesco e la conoscenza dei marketer di Allianz, Audi, BMW e VW.

 

Non è finita qui

Ci sono ancora delle falle da colmare, e questo, stando al comportamento di Accenture, significa nuove acquisizioni. “Accenture ha ancora strada da fare prima di poter provare la bontà delle sue idee creative e del suo storytelling. Questo non vuol dire che non possa sviluppare le idee creative necessarie a soddisfare gli obiettivi dei brand, ma che non è ancora in possesso di quell’eredità emozionale legata allo storytelling tipica dei grandi spot delle agenzie creative”, aggiunge Majewski. Nuove acquisizioni sono dunque in vista, e possono portare Accenture in una posizione ancora più solida. “Continueranno a cercare asset creativi, gli stessi ricercati in Karmarama e The Monkeys e Maud, come content, mobile, data agency, aziende tech. Stanno anche iniziando a pensare al geo coverage”, continua.

Majewski convinta che le prossime acquisizioni “saranno nel campo di measurement e analytics, customer data e CRM”. “Accenture è già coperta su questi punti, ma le due aree saranno la spina dorsale del marketing nel futuro e mi aspetto che la società rafforzerà la sua posizione. Un’area che invece eviterà completamente sono i media. Essere proprietari di un componente del segmento media non gli risulterebbe necessario per raggiungere gli obiettivi strategici dei servizi di digital transformation e di questi tempi è un campo minato”.

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