Aureliano Roio | 7 novembre 2017
MERCATO

Billboard prepara lo sbarco in Italia: «Non esistono media prettamente musicali. Vogliamo coprire questo vuoto»

Per gli appassionati di musica, Billboard è un nome che certamente non passa inosservato. Negli States è una testata di riferimento per il pubblico musicale, e racconta le declinazioni della musica in ogni suo genere. La storica classifica Hot 100 è una vera e propria cartina tornasole per inquadrare il livello di apprezzamento e le potenzialità di una canzone, tanto che il debutto in testa a questa graduatoria è spesso accolto dall’artista come un vero e proprio riconoscimento. Ma Billboard propone anche, e soprattutto, un sistema contenutistico che abbraccia news sulle uscite discografiche e sugli artisti, tra cui backstage e interviste ai protagonisti del music business. La testata ha due facce e infatti, oltre ai consumatori, si propone alla industry msusicale come piattaforma su cui promuovere le nuove release o gli stessi cantanti.

Chi non conosce Billboard imparerà presto a farlo, perché la prossima settimana andrà online la versione italiana del portale e da venerdì sarà in edicola il magazine cartaceo. «L’idea di prendere la licenza di Billboard, che sarà anche la prima sul territorio europeo, nasce dal fatto che la popolazione italiana consuma molta musica, una delle forme di entertainment più richieste. Allo stesso tempo, abbiamo notato una carenza di media prettamente digitali. Il nostro tentativo mira a colmare un vuoto sul mercato italiano», spiega Andrea Minoia, editore di Billboard Italia.  Le condizioni del segmento in cui debutta il portale, insomma, sono favorevoli: la richiesta di contenuti del genere è molto ampia, mentre scarseggiano i competitor. E l’heritage della testata garantisce un servizio di grande qualità.

 

Quali sono i tratti distintivi di Billboard?

Negli Stati Uniti, Billboard esiste dagli anni ’40. È un vero e proprio riferimento per la industry musicale, ma anche per i consumatori, in quanto ha forti connotati B2C. Vogliamo portare in Europa questo brand forte, che si sviluppa in una serie di declinazioni capaci di raggiungere e coinvolgere i consumatori. In America, oltre alla testata online e al magazine, il brand propone anche eventi e format televisivi.

 

Quali saranno invece le caratteristiche di Billboard Italia?

In Italia la testata manterrà entrambi i tagli, si rivolgerà allo stesso tempo a business e consumatori. Vogliamo essere il punto d’unione tra i due volti dell’industria musicale. Per farlo dobbiamo proporci come promotori musicali attraverso aggiornamenti sul mercato discografico, evitando quindi approfondimenti e articoli d’opinione. Il ritmo delle release musicali è diventato altissimo, ed è molto difficile, ad esempio, scoprire nuovi artisti. Ciò che non è al top della notorietà fa fatica ad emergere, e individuare i chartbreaker – ovvero gli artisti pronti a “spaccare le classifiche” – è proprio uno degli asset di Billboard. La tecnologia rappresenta un supporto fondamentale per esserne in grado.

 

Quali sono gli asset tecnologici che utilizzate?

Abbiamo realizzato una DMP che lavora col contenuto musicale per fornire un’esperienza personalizzata, facendo push sui contenuti più interessanti per ogni utente. A questo accostiamo una strategia che integra una web radio, anche quella personalizzata, pensata per accompagnare gli utenti nella lettura attraverso playlist specifiche.

 

Quali altri elementi compongono la vostra strategia?

Articoli e musica rappresentano due elementi fondamentali per suggerire agli utenti esperienze musicali e accompagnarli attraverso di esse. La web radio rappresenta quindi uno strumento molto importante. Abbiamo, poi, un archivio video profondissimo, che continua ad aggiornarsi dal momento che una delle principali attività di Billboard è la produzione di video interviste e filmati per il lancio delle nuove release degli artisti. La musica rimane l’unico vero contenuto che permette esperienze multicanale. Assume un gran numero di forme, e rimane fortemente legata anche al mondo fisico. In un mercato completamente digitale permette alle persone di incontrarsi dal vivo attraverso concerti, meet&greet e showcase. Per questo abbiamo istituito una serata mensile dove presenteremo musica nuova (a Milano, n.d.r.). La tecnologia riveste un ruolo fondamentale anche nel campo fisico: trasmetteremo i nostri eventi in livestreaming su Facebook, e proporremo, attraverso la nostra, app un chatbot che permette di interagire con gli artisti sul palco. Inoltre avremo un ampio coverage delle stagioni dei concerti.

 

Come si inserisce l’advertising in questo piano?

Tutto questo crea un ecosistema perfetto per l’integrazione di branded content. In questo modo, quando un marchio decide di rivolgersi a noi, lavora anche con gli artisti. Puntiamo a trasferire il valore della musica anche ai brand. La musica, a livello pubblicitario, ha un grande vantaggio: la gente è abituata all’advertising all’interno dei contenuti musicali. Il modello freemium ha ancora dei problemi da superare, ma il programmatic audio ha un futuro luminoso davanti a sé. Noi partiremo offrendo una tabellare piuttosto tradizionale, e la raccolta sarà interna e affidata alle cure di Filippo Madella, Managing Director di Billboard Italia.

 

Lancerete una campagna adv per il debutto del sito?

Ci saranno attività promozionali, che si declineranno su radio, cartellonistica, digital ed eventi.  Utilizzeremo la Milano Music Week, di cui saremo partner, come trampolino di lancio sul mercato, e il 24 novembre, in occasione della festa della Music Week, testeremo il nostro metodo di coverage.

 

Questo giovedì, invece, parteciperà all’Upgrade Mobile Summit, dove il sito verrà presentato ufficialmente. Quali saranno i temi del suo intervento?

All’Upgrade Mobile Summit cercherò di far comprendere il valore della musica per i brand, introducendo il legame tra la musica e il contesto. La musica è uno dei più grandi driver di umori e stati d’animo. Il contesto di consumo della musica, la sua parte emozionale, è un elemento molto forte per guidare l’adv. La musica nella pubblicità inverte il meccanismo del ricordo, diventa la leva che permette di sedimentare il ricordo. E il mobile è il mezzo per raggiungere l’utente nel momento più adeguato.

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