Francesco Lattanzio | 20 marzo 2017
MERCATO

Le società di consulenza gestiranno anche la pubblicità? Come rispondono le agenzie?

Le mire espansionistiche delle grandi società di consulenza, oggi, sono rivolte al mondo dell’advertising. Per comprendere meglio lo scenario che si sta strutturando abbiamo creato un reportage sul tema diviso in quattro parti. Di seguito il primo approfondimento.

Come riportato qualche giorno fa, Accenture ha messo in campo un’aggressiva campagna di acquisizioni con l’obiettivo di entrare nel marketing a livello operativo. Ma la società di consulenza non è l’unica  che ha espresso queste mire. Heat,ad esempio, agenzia pubblicitaria di San Francisco, guidata dal presidente Mike Barrett e dai soci John Elder e Steve Stones, si è concessa all’assorbimento in favore di Deloitte (nel 2015). Non è stata una scelta di comodo, ma è stata una mossa dettata da una visione precisa a livello di opportunità e potenza tecnologica. “Pensiamo che tra quattro o cinque anni, se parli con un cliente, questo non vedrà più una discrepanza tra una strategia tecnologica e una pubblicitaria. Quindi quando abbiamo ricevuto la loro chiamata sapevamo perché stessero chiamando, e abbiamo preso la cosa con molto entusiasmo”, ha detto Barrett.

Agenzie: l’integrazione e le opportunità

Per Heat, questa unione rappresenta una chance per scalare il proprio business e arrivare dritta al cuore delle aziende globali. “Deloitte raggiunge un set di touch point dei clienti molto maggiore” di quanto non facciano agenzie come WPP, Omnicom, Publicis e IPG, spiega ancora Barrett. “È molto più grande di qualsiasi holding company. A volte capita di incontrare dei clienti che chiedono, per esempio: cosa sai della industry dell’automotive in Cina? E poi scopri di avere un’intera pratica sull’argomento, studiata per il Paese in questione da un team di esperti”. L’integrazione delle nuove compentenze in branding e contenuti alle offerte strategiche già attive, come servizi finanziari e tecnologici, analisi o segmentazione dei clienti, rende la società un partner ancora più attraente per i clienti che vogliono svilupparsi in prospettiva presente e futura. “Adesso tutto questo pacchetto è disponibile sotto un unico tetto, e aiuta i clienti a auto-testare se stessi e le proprie ambizioni”, e ad affrontare le sfide che offre il maketplace, spiega Andy Main, head of Deloitte Digital.

 

Aziende di consulenza: “chance per allargare gli orizzonti”

Come è avvenuto in Accenture, anche Deloitte ha spinto sull’acceleratore in termini di acquisizioni: oltre a Heat, nell’ultimo anno sono state assorbite l’agenzia polacca Digital One, la global consultancy Daemon Quest, la società specializzata in pratiche d’innovazione Doblin e la struttura di user experience designer Flow. In totale, le revenue globali di Deloitte Digital sono cresciute del 32% anno su anno, per un totale di 3,1 miliardi di dollari. La filosofia è sposata anche da IBM, KPMG, McKinsey e PricewaterhouseCoopers. Gli investimenti massivi verso la industry pubblicitaria sono quasi obbligati considerando che “il marketing è diventato l’argomento di maggiore importanza tra il top management delle aziende di consulenza. Saranno messe in pratica una serie di mosse per consegnare ai clienti un approccio più olistico che includa sia marketing sia consulenza. Per loro è una chiara opportunità per allargare gli orizzonti”, spiega Seth Alpert, managing partner dell’azienda di fusioni e acquisizioni AdMedia.

 

 

 

author-avatar

Content Editor

Nessuna risposta a "Le società di consulenza gestiranno anche la pubblicità? Come rispondono le agenzie?"