Anna Maria Ciardullo | 19 aprile 2017
MERCATO

Oracle: nel suo mirino ci sarebbe Accenture ma, intanto, acquisisce Moat

Dopo il recente trend che, da un anno a questa parte, ha visto le maggiori società di consulenza acquisire agenzie creative e aziende del digital landscape, un report pubblicato poco tempo fa da The Register, testata inglese specializzata in Information technology, ha diffuso dei rumor su un’operazione che potrebbe passare alla storia come una delle più impreviste.

Il colosso del software Oracle, nelle cronache odierne per un’altra acquisizione, quella della società di misurazioni Moat, starebbe valutando anche l’acquisizione dello specialista globale di servizi digitali Accenture e avrebbe ingaggiato esperti per stimare le possibili sinergie. “La valutazione è in fase avanzata”, ha spiegato una fonte, ma Deborah Hellinger, portavoce di Oracle, in un’intervista a Business Insider, ha smentito ufficialmente la notizia. Anche gli analisti ritengono che un deal di questo tipo e misura sia piuttosto improbabile e che potrebbe scuotere drammaticamente l’ecosistema del marketing abbattendo la storica convinzione che le software company e le società di consulenza non possano esistere sotto lo stesso tetto.

 

Ma cosa succederebbe se l’affare andasse in porto?

Naturalmente, se la società leader nel software e la società leader nei servizi diventassero una sola, questo avrebbe un enorme impatto su entrambi i settori, a prescindere dai termini dell’accordo. Ma con la fusione dei due giganti sia Accenture che Oracle dimostrerebbero di riconoscere la necessità di accelerare il loro spostamento verso modelli di business digitali.

Intanto, è necessario precisare che i due colossi hanno già collaborato con successo per rispondere alle esigenze dei clienti. Oracle ha avviato la propria trasformazione verso il digitale intorno a novembre 2016 con l’acquisizione di NetSuite. Parte di questo investimento è stato condotto proprio in collaborazione con Accenture. Nel 2015, inoltre, le due aziende formarono un business group per aiutare i clienti a muoversi nel mondo digitale. E nel quarto trimestre del 2016 Accenture è diventata il primo provider di servizi cloud gestiti attraverso il cloud pubblico di Oracle, dove fornisce infrastrutture a servizio per sostenere le aziende nel percorso di digital transformation. Accanto alle sue attività software Oracle ha già avviato significative attività in servizi e consulenze. L’acquisizione di Accenture potrebbe le due aziende a un livello mai visto fino ad oggi: insieme, la loro capacità di guidare la trasformazione digitale end-to-end sarebbe senza eguali.

La mossa di Oracle sarebbe a dir poco audace e anche complicata e costosa: quotata al Nyse, Accenture ha una capitalizzazione di mercato di 77,5 miliardi di dollari e gli azionisti si aspettano un’offerta premium che porterebbe la dimensione dell’accordo intorno ai 100 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra dieci volte più grande di qualsiasi deal concluso da Oracle e implicherebbe un debito impegnativo. Le sue precedenti operazioni, quella da 10 miliardi per l’acquisto di PeopleSoft , quella da 7,4 per Sun Microsystems, e, più recentemente, il take over da 9,3 miliardi su Netsuite, non sono neppure paragonabili ( la cifra del deal per l’acquisizione di Moat non è ancora stata resa nota)

 

Il principale punto a sfavore è, dunque, il prezzo

Ad oggi Oracle ha riserve di liquidità pari a 68,4 miliardi di dollari. Sebbene l’acquisizione di Netsuite abbia contribuito a far salire le vendite cloud di Oracle nel terzo trimestre fiscale, l’azienda ha bisogno di continuare aumentare i numeri della nuvola per compensare il declino nel business tradizionale delle licenze software. E Accenture farebbe proprio al caso suo.

Secondo Julie Langley, partner di Results International, “se una fusione del genere avvenisse, porterebbe Accenture di nuovo verso il suo focus storicamente più orientato all’IT e lontana da quello più recente che ha visto la company muoversi maggiormente sul terreno del marketing, dell’advertising e dei servizi digital”.

Tuttavia, anche Oracle punta a espandere le sue capacità in campo di marketing e data cloud, fornendo a inserzionisti ed editori strumenti di analytics approfonditi e un servizio ancora più completo nel campo della pubblicità digitale. Esempio lampante è, infatti, la già citata acquisizione della società di misurazioni Moat, annunciata proprio oggi.

“Con questa acquisizione, Oracle Data Cloud ora offre ai brand e ai publisher una suite completa di soluzioni per la targettizzazione e la misurazione, che consentiranno di migliorare i risultati di virtualmente ogni tipo di campagne pubblicitaria digitale” ha commentato Eric Roza, Senior Vice President e General Manager di Oracle Data Cloud.

Mentre i dirigenti del marketing sono sempre pronti a fa convergere dati, piattaforme e strategie, la fusione di scala tra un enterprise software company e una consultancy rappresenterebbe un enorme cambiamento storico. “In un mercato dinamico, ci sono moltissimi business model differenti che hanno il potenziale di essere efficaci” ha commentato Bryan Kennedy, CEO di Epsilon e Conversant. “ A me non sorprende che le società stiano valutando delle alternative per creare nuove opportunità”.

Intanto, inoltre, l’interesse verso il cloud computing continua a crescere. Come riportato dalla società di ricerca IDC, il mercato pubblico del cloud dovrebbe crescere rispetto al suo valore nel 2016, stimato a 95 miliardi di dollari, fino a raggiungere ben 195 miliardi nel 2020. E ancora, 48 delle 50 company della lista “Fortune Global 50″ hanno annunciato di avere dei piani che comprendono l’utilizzo del cloud.

Un potenziale accordo tra Oracle e Accenture “dimostra come la tecnologia da sola non sia sufficiente per spostare il proprio business in cloud”, ha aggiunto Michael Osborne, CEO di SmarterHQ. “Lo shift richiede anche servizi aggiuntivi e di manodopera, che a lungo andare non sarebbero né convenienti né efficienti”.

“Il technology marketing è ancora una parte relativamente piccola di entrambe le company”, ha osservato un analista di Pivotal Research, Brian Wieser. “E ci potrebbero essere vantaggi e svantaggi per Oracle se diventasse sia una società di servizi che una software company”, ha spiegato, “dato che le società di servizi si concentrano più sulle relazioni di lunga durata, mentre le imprese di software tendono ad essere più transazionali. Tuttavia, potrebbe essere d’aiuto per entrambi lavorare a stretto contatto per incontrare meglio le necessità del mercato”.

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