Francesco Lattanzio | 9 ottobre 2017
RICERCHE

Nel 2017 il 60% dei marketer USA utilizza modelli di attribuzione multichannel

Il mobile ha cancellato i confini tra offline e online, creando una torretta di avvistamento che i marketer presidiano per capire il comportamento dei propri utenti attraverso tutto il percorso d’acquisto. Gli smartphone rappresentano ora un media su cui fare advertising, un supporto da utilizzare in negozio – su cui gli utenti fanno ricerche e comparazioni di prezzo – , e un vero e proprio punto vendita virtuale. Sebbene, rispetto a 5 anni, oggi sia molto più facile seguire i percorsi che hanno condotto un cliente all’acquisto, resta ancora diffile dare un peso ad ognuna delle attività che lo hanno portato alla conversione.

Difficile sì, ma quantomai importante per calibrare le proprie strategie di marketing. Secondo lo studio “2017 State of Marketing Attribution” di AdRoll ed Econsultancy, negli Stati Uniti il 60% dei marketer ha adottato metodi di attribuzione che mettano insieme online e offline, segnando una crescita significativa sul 45% degli addetti ai lavori che la utilizzavano nel 2016. La marketing attribution, adoperata dall’81% delle company, ha prodotto un miglioramento dell’allocazione dei budget nel 70% dei casi e una migliore comprensione di come coordinare i canali digitali per il 64% degli intervistati.

Il single click – sia esso first o last click – rimane il modello di attribuzione più comune, e solo il 25% utilizza un modello personalizzato. La metà di questi ultimi lo trova molto efficace. Tra chi non ha ancora introdotto l’attribution, l’ostacolato più comune (59%) è stata una scarsa conoscenza dell’argomento. Questo è uno dei challenge più grossi, insieme all’abilità di combinare i dati tra le varie piattaforme e al comprendere il comportamento di utilizzo dei vari touchpoint da parte dei consumatori. Grazie alla geolocalizzazione sono stati fatti grossi passi avanti sull’interpretazione dei behaviour tra attività online, traffico instore e vendite, apprezzati dai marketer e dimostrati da un’adozione più ampia dei nuovi modelli di attribution.

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