Redazione 360com | 27 settembre 2017
RUBRICHE

MailUp spiega l’influencer marketing: i tre step per individuare il profilo giusto

Abbiamo il vip, il guru, l’esperto e il consumattore. Tutti sono influencer, eppure uno solo sarà quello giusto per la nostra strategia. Tra l’uno e l’altro ci sono grandi differenze – dall’autorevolezza alla competenza, dal cachet all’audience – ma un punto li accomuna: quello di possedere una particolare qualità che gli permette di avere una posizione di rilievo all’interno di un network, su cui esercitare autorevolezza, credibilità e dunque influenza.

Gli influencer sono tanti e di ogni genere. Come possono le aziende allora individuare il profilo migliore per la propria strategia? Per rispondere a questa e a molte altre domande, MailUp ha lanciato una nuova Video Academy che, in sei puntate, esplora obiettivi, strategie e strumenti di una campagna di influencer marketing.

I quattro profili di influencer che abbiamo individuato vanno a costituire una piramide: dalla base al vertice avremo il consumattore (con due t, perché a metà strada tra l’utente comune e l’influencer), l’esperto, il guru e il vip. Più si procede verso l’alto, più diminuisce la credibilità e aumenta l’audience. Con in mente la piramide, vediamo allora quali sono i tre step strategici per scegliere il profilo adeguato.

Prima regola, non si parte dalla scelta dell’influencer per poi progettare la campagna. Ma l’esatto contrario: si parte dalla definizione di obiettivi concreti e strategici per poi scegliere la categoria di influencer e il profilo migliore.
Una strategia di influencer marketing può rispondere a diversi obiettivi: aumentare l’awareness, cioè dare visibilità al brand o al prodotto (in questo caso il vip o il guru sono i profili più adeguati, perché consentono di raggiungere un audience molto vasta); fare lead generation, e qui sarà necessario il know how di un guru o di un esperto in grado di attrarre un preciso segmento di persone; si può umanizzare il brand, coinvolgendo il consumattore e i loro user generated content; infine si può affidarsi a un influencer anche per gestire criticità o migliorare la reputazione del brand.

Il secondo step è quello dell’individuazione del profilo di influencer: più che i tool di ultima generazione, è fondamentale comprendere il valore degli strumenti che abbiamo già a nostra disposizione: il primo consiste nell’accedere alle opzioni più evolute di ricerca di Google, che consentiranno di fare indagini complesse e trovare profili interessanti. Si tratta di un’operazione preliminare che permette di fare una prima scrematura e scoprire le figure di spicco di un determinato settore; in seguito consigliamo sempre di effettuare una ricerca su Google per ogni possibile candidato, così da comprendere la sua reputazione in quel determinato momento. Poi i social network: utilizzare i motori di ricerca interni (Facebook) e la ricerca per hashtag (Twitter e Instagram) consentono di scoprire molte cose. Allo stesso modo su LinkedIn e Facebook è importantissimo vivere e conoscere i gruppi, miniere d’oro in grado di scattare una fotografia del settore e far emergere le figure che meglio sanno coinvolgere e generare conversazione. Infine le liste, siti di settore dove trovare elenchi di influencer spesso divisi per nazione e tematica. Sono utili per farsi una prima idea, anche se talvolta risultano obsolete, perché non aggiornate.

Una volta individuata la top 5 degli influencer che fanno al caso tuo, si passa alla fase di gestione delle attività, in cui avviene il contatto, il controllo e la definizione della sinergia. Andrà contattato l’influencer via email o social per esporgli, in modo chiaro e concreto, gli elementi chiave del progetto e il suo valore. Solo così sarà possibile capire il suo grado di interesse e se sussistono i presupposti per coinvolgerlo. Alcuni consigli pratici per la fase di gestione: sii chiaro su tempistiche e budget (una campagna per San Valentino, per esempio, richiede un’attenta pianificazione dei tempi) e cimentati nel cosiddetto influencer journey, l’insieme di attività che permette di ingaggiare a 360 gradi l’influencer: conoscerlo, seguirlo, commentare i post e rispondere ai commenti, mettere like, invitarlo a un evento, mandare prodotti in prova, chiedere interviste e proporre lavori a quattro mani, fino ad arrivare a forme di collaborazione più strette come i test panel e le edizioni limitate.

Queste, in breve, sono le tre tappe che portano alla scelta del profilo di influencer. Un’area del digital marketing che MailUp ha esplorato nella nuova serie di Video Academygrazie alla collaborazione di Matteo Pogliani, consulente di comunicazione digitale Open-Box, le sei puntate di Influencer Marketing rappresentano un percorso di apprendimento per capire chi è un influencer, quali sono gli obiettivi di una campagna, entrare nel dettaglio di una strategia, scoprendo quali sono i migliori strumenti e come valutare il successo della campagna.

 

 

author-avatar

This author has not supplied a bio yet.

Nessuna risposta a "MailUp spiega l'influencer marketing: i tre step per individuare il profilo giusto"