Redazione 360com | 19 giugno 2017
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Jobs of The Story Group: uno sguardo dentro a un’agenzia al passo coi tempi

In queste quattro puntate vi accompagneremo alla scoperta del nostro lavoro attraverso la viva voce dei nostri colleghi che presenteranno, partendo dal proprio ruolo e dalle proprie specializzazioni, alcune delle case history più interessanti a cui abbiamo lavorato.

 

Il lavoro in un’agenzia di comunicazione contemporanea è una professione ricca di stimoli.

I motivi sono diversi, ma il primo da citare è certamente che questo lavoro offre a tutti la possibilità di mettere in gioco la propria creatività.

Creatività che, secondo le ultime rilevazioni, è ormai stabilmente tra i principali requisiti richiesti dai clienti ai propri dipendenti e alle agenzie a cui si rivolgono. Ma che cos’è, la creatività? In The Story Group, crediamo che questo termine definisca soprattutto la capacità di saper raccontare una storia che parli in maniera inaspettata con le persone, attraverso tutti linguaggi, siano esse parole, visual, video o eventi.

Il secondo motivo è la varietà di attività connesse alla comunicazione ormai disintermediata, messe in gioco per entrare in contatto con le aspettative degli utenti finali. Tante sono le opportunità rese possibili dai nuovi e dai tradizionali strumenti della comunicazione, che in agenzia ogni giorno è diverso dal precedente. Perché aiutare i propri clienti e interlocutori a raggiungere i propri obiettivi di posizionamento, di riconoscibilità e di vendita non è un compito che può ridursi alla riproposizione del medesimo canovaccio a situazioni differenti. Al contrario, è soprattutto un’attività di riflessione, valutazione e ricerca.

Lavorare in un’agenzia di comunicazione è quanto di più contemporaneo vi sia: un luogo di lavoro che vive nello spirito del tempo, punto di connessione tra persone e sistemi digitali. Dove ci troviamo a confrontarci con dimensioni, regole, algoritmi e comportamenti meccanici che non solo vanno compresi, ma vanno imbrigliati, analizzati, resi fruibili a un pubblico di esseri umani che utilizza altri linguaggi per osservare, comprendere e descrivere il mondo.

Il quarto motivo è che in un’agenzia di comunicazione ogni competenza viene valorizzata. Che tu sia un appassionato di web e social network, una giornalista, uno scrittore o una videomaker, il mondo della comunicazione ti offrirà sempre una strada da percorrere per mettere a frutto le tue capacità.

Il fatto è che ormai la comunicazione ha rotto gli argini delle regole e delle consuetudini, portando queste diverse professionalità a dover lavorare insieme. Quello che risulta più difficile capire, al pubblico esterno, è in che modo queste competenze distanti tra loro possano sviluppare un lavoro comune, sinergico, teso verso i medesimi obiettivi definiti dal cliente. Soprattutto se consideriamo la parallela sparizione della gerarchia tra i vari ruoli, con le diverse figure che acquistano preminenza a seconda del tipo di lavoro che ci si propone di portare avanti, e spesso a seconda della fase di lavorazione di un progetto.

Cominciamo allora con il dire che l’agenzia di comunicazione è un luogo molto diverso da ciò che era qualche anno fa. La quotidianità della vita in agenzia è oggi una contaminazione tra chi usa la penna, chi il pennello e chi la pellicola, strumenti ormai declinati nei programmi e nelle applicazioni attraverso cui le diverse occupazioni vengono svolte. Il digitale, da questo punto di vista, ha addirittura accelerato questa contaminazione, fornendo una piattaforma in cui la creatività e le produzioni delle diverse figure professionali potessero sovrapporsi con ancora maggiore rapidità e sincronia.

Negli anni ottanta si profetizzava la nascita delle agenzie integrate, fornitori “a servizio completo” per aziende e brand. Trent’anni dopo, possiamo dire che questa trasformazione non si è realizzata.

Oggi la comunicazione è integrata a valle, nei dispositivi sui quali fruiamo di un flusso quasi ininterrotto di stimoli, format, narrazioni e servizi. Sono i computer e i device mobili i catalizzatori dell’integrazione della comunicazione contemporanea.

La nostra agenzia è cresciuta adattandosi ai nuovi contesti, mutando di pari passo con l’evoluzione dei fruitori dei servizi che aziende e brand propongono attraverso vecchie e nuove piattaforme: i loro clienti e i loro consumatori. Partendo sempre da una riflessione sulle pratiche, i formati e le prospettive di sviluppo del mondo della comunicazione.

Perché le attività fondamentali, per qualsiasi azienda, restano il branding, la cura delle relazioni e l’engagement della propria audience attraverso contenuti di qualità. Obiettivi da raggiungere attraverso tre principali sintassi: parola, design e video.

Una consapevolezza realizzata con l’unione tra Lifonti & Company, società di relazioni pubbliche tradizionali e digitali, Cabiria BrandUniverse, specializzata nel branding e nel presidio della marca in tutte le sue dimensioni, e Social Content Factory, che dota le imprese e i brand del linguaggio – oggi chiave – del video, creando palinsesti ricchi di formati diversi che stimolano reazioni e condivisioni da parte di ogni tipo di pubblico.

Come si svolge, all’interno delle tre agenzie e nella loro collaborazione quotidiana, il lavoro di The Story Group? In realtà, è molto semplice: partendo dalle persone, veri destinatari di ogni comunicazione, e dalla relazione creativa tra le nuove figure professionali e quelle più tradizionali, che devono collaborare, contaminarsi e influenzarsi a vicenda per poter rispondere alle sfide contemporanee.

In ognuna delle sette puntate che seguiranno, vi presenteremo due di queste figure.

Una nuova ed una classica, mostrando come la loro collaborazione non sia solo possibile, ma produttiva e creativa, nel senso più puro del termine. Queste due professionalità, raccontate dalla viva voce di coloro che lavorano in The Story Group, ci condurranno alla scoperta del loro ruolo in sette case history che, ne siamo certi, aiuteranno a comprendere meglio perché, secondo noi, questo è davvero il lavoro più bello del mondo.

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