Redazione 360com | 20 dicembre 2017
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Un chiarimento definitivo sul significato della parola OTT

Di Riccardo Guggiola, media, programmatic e data management consultant

 

Un’applicazione OTT è generalmente relativa alla modalità di distribuzione di media e telecomunicazioni. Da Technopedia: “Sono app over-the-top (OTT) tutte le app o i servizi che consegnano un prodotto su internet scavalcando la distribuzione tradizionale”. Quando parla di distribuzione di contenuti tradizionale, Technopedia si riferisce al modo in cui video, audio e testi vengono trasmessi all’utente finale attraverso un cavo o una linea. “Lineare” può essere inteso come il contrario di OTT. La trasmissione digitale è integrat in entrambe le applicazioni, ma con la trasmissione li

neare l’input è monodirezionale e proviene dall’operatore. Un esempio simile di una trasmissione OTT, invece, è la webradio, dove i contenuti audio passano attraverso lo streaming online. La distribuzione lineare è molto conosciuta, è usata per esempio nella radio FM digitale, utilizzando un device radio con l’antenna.

 

Le applicazioni OTT per TV e device digitali

L’utente non ne nota la differenza, ma tutte le TV che offrono la possibilità di connettersi a internet hanno l’opportunità di fare streaming dei contenuti OTT. Il vantaggio principale delle applicazioni OTT per il video è la feature on demand (VOD). Infatti, se stai guardando un film sulla tv lineare non puoi decidere di mettere pausa o di farlo ripartire dall’inizio. Va tenuto a mente che la tv lineare è anch’essa digitale, ma riceve costantemente un segnale monodirezionale dal broadcaster. Per questo motivo, se un film inizia alle 9 di sera e ci si sintonizza alle 9 e mezza, si perde la prima mezz’ora. Con un OTT, invece, è possibile decidere quando far iniziare il film e metterlo in pausa a piacimento.

Per guardare un contenuto TV OTT è necessario:

  • una connessione a internet
  • un dispositivo televisivo abilitato alla connessione e con un sistema operativo in grado di scaricare le app TV, come Netflix, ChiliTV e Infinity
  • un dispositivo capace di connettersi chiamato Set Top Box (come una PlayStation, Amazon Fire TV, Chromecast). Tenete a mente che c’è una frammentazione tra gli OTT per quanto riguarda la distribuzione dei contenuti, non tutte le piattaforme dispongono di tutti i contenuti. Per esempio se compri Amazon Fire TV non puoi guardare Youtube, ma ti server una app indipendente installata sulla connected tv
  • Puoi anche guardare contenuti OTT dal PC, dallo smartphone e dal tablet, semplicemente con una connessione a internet

 

OTT riferito ai top player del mercato pubblicitario

Dal momento che la potenza dei giganti tecnologici, che mantengono il possesso dei dati degli utenti e della maggior parte del tempo di utilizzo di internet, è così grande, la definizione Over The Top è usata per indicare le aziende in cima al mercato, ovvero Google, Facebook e Amazon. I contesti in cui è possibile trovare la parola OTT riferita ai re del mercato sono molti. Per esempio, in molti articoli e report dell’advertising industry, la parola OTT indica il conglomerato dei top player. Dal report del dicembre 2017 dell’Osservatorio del Politecnico di Milano si nota come il 66% del market share sia rappresentato da Facebook e Google, che nell’illustrazione qua sotto sono indicati come OTT nel contesto dell’internet media.

Questo utilizzo della parola OTT potrebbe creare qualche conclusione. Cosa include nell’internet media, e cosa esclude? Quando si interpretano questi numeri, è giusto tenere a mente la differenza tra applicazioni over-the-top per la distribuzione di contenuti digitali e i grossi attori del mercato adv. Infatti, quando si leggono i report, a volte conviene andare a controllare la legenda per aver chiaro a quale definizione di OTT si sta facendo riferimento.

Quando il TV advertising sulle app OTT prenderà piede, i lettori potrebbero trovarsi confusi davanti all’utilizzo scorretto della parola OTT. In 3 anni a partire da ora, Quando l’OTT sarà largamente utilizzato tra gli spettatori televisivi, come ci si riferirà all’OTT nei report? Va tenuto in conto che nei prossimi 3 anni ci si aspetta che Amazon aggiunga una sedia al duopolio composto da Facebook e Google. Quindi sarebbe meglio utilizzare l’acronimo GAF (Google – Amazon –  Facebook) in sostituzione della parola che identifica i colossi del mercato pubblicitario di internet.

 

Avere chiari in mente gli OTT

Io userei sempre la parola OTT in riferimento alla più classica e tecnica definizione della distribuzione dei contenuti e eviterei di creare confusione in questa già confusa industry. È vero che le app OTT possono essere fatte anche da Facebook, ma la parola non rappresenta tutto il suo business adv. Il sistema OTT di Facebook si limita alla loro nuova piattaforma di video streaming Watch. Lo stesso vale per Google: Youtube si comporta da OTT sulle connected tv e sui dispositivi digitali ma lanciare campagne su AdSense non c’entra niente con la definizione di OTT.

 

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