Anna Maria Ciardullo | 27 febbraio 2017
SCENARI

Il 2016 è stato l’anno del mobile gaming, spesa in crescita del 25%

Il 2016 è stato un anno cruciale per tutto il mondo gaming, uno dei settori più esplosivi degli ultimi anni che si sta sviluppando in maniera sempre più indipendente e definita. Ma è il gaming da mobile ad aver fatto la differenza. Per questo comparto, il 2016 ha rappresentato l’anno di un’interessantissima inversione di tendenza grazie agli investimenti messi in campo dai grandi nomi dell’industry videoludica, come Nintendo, Square Enix, Konami e grazie anche al lavoro di tanti sviluppatori minori che hanno portato nuova linfa vitale in questo mondo sempre più asfissiato dalla presenza di cloni e titoli di bassa qualità. Il fenomeno dell’anno è stato senza dubbio Pokémon Go. Sebbene si sia sgonfiato nel corso dei mesi, come era prevedibile, è interessante notare come la formula si sia dimostrata di grande successo e abbia permesso di sdoganare, nei confronti di un pubblico certamente non di nicchia, elementi di gioco completamente nuovi per il genere. Ed è proprio questo il fattore che sta facendo registrare un grande salto di qualità nel mondo del gaming da mobile: il diverso approccio al sistema di controllo. Sempre più titoli, infatti, stanno sfruttando la modalità portrait degli smartphone, in modo da risultare più naturali e immediati nell’utilizzo mordi e fuggi per cui sono pensate queste esperienze di gioco. Un altro aspetto interessante del mobile gaming di oggi è che, proprio per via della semplificazione delle meccaniche e dell’ottimizzazione delle risorse a disposizione, senza tralasciare l’elevata potenza a disposizione sugli ultimi top di gamma (ma non solo), anche il comparto grafico dei titoli recenti si è notevolmente arricchito. Gli sviluppatori hanno cominciato a guardare agli smartphone come ad una piattaforma a sé, caratterizzata da sistemi di controllo e risorse tutte sue. Si è quindi smesso di considerare questi dispositivi come dei computer in miniatura, nei quali far girare i titoli come se si trattasse delle versioni emulate di altre console. Il tempo delle console portatili sembra proprio finito e il mobile può e deve rappresentare una loro evoluzione in grado di ospitare titoli di qualità.

 

Cresce la spesa per il mobile gaming

Proprio sulla scia del successo di app come Pokemon Go, i mobile game, cominciano anche a far paura a quelli per pc e console. Il gioco si è posizionato al terzo posto per incassi tra i mobile games di tutte le principali piattaforme e nell’ultimo anno la spesa per queste applicazioni è cresciuta del 25%. È quanto emerge da un rapporto di Idc e App Annie, dal titolo Gaming Spotlight 2016 Review, che analizza il mercato dei videogiochi mobile. I giochi per i dispositivi mobili hanno rappresentato ben l’80% della spesa sui negozi digitali di Apple e Google, a livello globale, e il 35% dei download. Come già osservato nel 2015, inoltre, la spesa complessiva sui giochi per iOS è stata significativamente maggiore di quella su Google Play. Il 2016, spiega Danielle Levitas, senior vice president of research per App Annie, è stato “l’anno migliore per il mobile game”. In particolare il successo di Pokemon Go, che ha scatenato milioni di persone nella caccia ai mostri virtuali con la realtà aumentata, ha dato una spinta decisiva al settore. Lanciato a metà 2016, infatti, Pokemon Go ha generato ben 950 milioni di dollari di spesa diretta. Cina e Giappone si sono rivelate delle “potenze globali” in quest’ambito. L’anno scorso record d’incassi tra i giochi per iPhone è stato, infatti, Fantasy Westward Journey della cinese NetEase, mentre su Google Play Monster Strike della giapponese Mixi.

 

AR e VR i maggiori trend

 Il rapporto evidenzia il ruolo chiave di realtà aumentata e virtuale: nell’ultimo anno tra gli utenti americani di giochi per smartphone e console portatili, il 18% ossia circa 24 milioni di utenti, ha giocato con titoli basati su realtà aumentata (come Pokemon Go) e il 3% con giochi basati su realtà virtuale. Il 56% di questi fa parte del target sotto i 25 anni. “Con la realtà virtuale e la realtà aumentata che continuano ad emergere, ci aspettiamo che il mobile resti la piattaforma di gioco in grado di generare la maggior parte del fatturato” continua Levitas. Circa 4,5 milioni di americani hanno giocato un titolo VR sul loro smarthpone solo a settembre, principalmente giocatori hardcore: il 46% ha giocato per oltre 15 ore a settimana e la spesa media per consumatore è stata il 42% superiore della spesa media sul mobile gaming totale per il terzo trimestre 2016. E, proprio realtà virtuale e realtà aumentata, si configurano come i due trend più forti nel panorama del mobile gaming: “Il 2016 è stato il punto di rottura per i giochi AR mobile.Ma poiché un’esperienza di gaming mobile in VR di qualità richiede generalmente un acquisto di hardware dedicato come un Gear VR o un visore Google Daydream, è difficile che il mobile gaming VR replichi nel 2017 ciò che è stato ottenuto dal gaming AR quest’anno ha commentato Lewis Ward, research director of Gaming per IDC, definendo quest’ultima come una contrazione naturale per il mercato. “Le demografie dei giochi VR mobile puntano comunque ad una rapida crescita di fatturato, e il fatto che una ampia parte dei giocatori VR mobile siano appassionati anche di contenuti eSports, implica che il gioco multiplayer competitivo emergerà come importante driver per il mercato VR, mettendo una qualche distanza tra i fornitori di rilievo e la concorrenza”

 

 

 

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