Anna Maria Ciardullo | 28 novembre 2017
SCENARI

L’abolizione della Net Neutrality al vaglio della FCC: un altro possibile scossone al mondo dell’adv

La Federal Communications Commission (FCC) ha presentato un piano volto a smantellare completamente le regole dell’era Obama create per garantire la cosiddetta “net neutrality”, il principio per cui tutti i contenuti su Internet devono essere trattati ugualmente dagli Internet Service Provider (ISP) che non possono favorire certi contenuti su altri rendendo, per esempio, più veloce il download da un sito di notizie o di video rispetto a quelli di altre organizzazioni.

 

La proposta

La proposta di abolizione, avanzata dall’agenzia governativa statunitense che si occupa di vigilare sulle comunicazioni, sarà votata il 14 Dicembre e dovrebbe passare senza particolari difficoltà, considerando che l’agenzia è controllata dai Repubblicani, da tempo contrari alla net neutrality. Ajit Pai, presidente della FC, è stato, infatti, nominato da Donald Trump. È molto probabile, però, che il nuovo regolamento venga impugnato da organizzazioni e associazioni. Il piano è di rimuovere gli ISP dal “Titolo II” della legge che consente di sottoporli a maggiori controlli, classificandoli invece come semplici “servizi d’informazione” e quindi con minori vincoli per quanto riguarda l’equa distribuzione dei contenuti online.

 

Cosa cambia

La proposta della FCC potrebbe influenzare tutto, dai prezzi della pubblicità e gli standard di viewablity all’innovazione e alla concorrenza. Ad esempio, in un ambiente in cui la neutralità della rete è assente, un annuncio che viene servito su un sito web potrebbe non essere caricato a una velocità ragionevole per un consumatore, spingendolo a saltare avanti e quindi a rovinare le metriche di una campagna. “Con la mia proposta, il governo federale smetterà di tenere troppo sotto controllo Internet. La FCC chiederà agli ISP maggiore trasparenza sulle loro pratiche, in modo che i consumatori possano decidere di acquistare il piano migliore per loro, mentre gli imprenditori e altre piccole attività potranno ricevere le informazioni tecniche di cui hanno bisogno per portare innovazione” ha scritto Pai nel comunicato ufficiale della proposta. Inoltre, sarà la Federal Trade Commission (FTC), l’agenzia governativa che si occupa di commercio e concorrenza e non la FCC, ad emettere eventuali sanzioni se un ISP violerà ciò che ha promesso ai clienti nelle sue condizioni d’uso, ma i margini per cambiare le offerte in cosa, ci sono e trovare escamotage per eludere l’intervento della FTC potrebbe non essere così problematico.

 

I rischi

L’abolizione della Net Neutrality consentirebbe ad aziende come Verizon, Comcast e AT&T di bloccare o almeno rallentare il traffico web. Anche se molti sostenitori delle piattaforme e dei diritti su Internet concordano sul fatto che porre fine alla neutralità della rete potrebbe danneggiare i consumatori, i marketers sostengono che anche i brand hanno molto di cui preoccuparsi. Creando una barriera dove alcuni marchi più grandi possono permettersi la massima velocità e altri no, potrebbero venire a mancare le condizioni per la sopravvivenza di altri brand o startup con mezzi più limitati. La riforma proposta da Pai ha portato a grandi polemiche ed è osteggiata da tutte le principali associazioni per i consumatori e dai consorzi delle aziende del Web, come l’Internet Association che comprende Facebook e Google. Queste tech company, insieme ad altre quali Twitter, Reddit, Netflix hanno espresso le loro preoccupazioni sulla proposta.

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