Anna Maria Ciardullo | 28 aprile 2016
SCENARI

Media budget trasparenti: continua la lotta tra advertiser e agenzie

L’ISBA (Incorporated Society of British Advertisers), che conta oltre 450 membri con nomi del calibro di Land Rover, Nationwide e Tesco, ha riportato le lamentele dei suoi membri, sempre meno convinti del business “opaco” portato avanti dalle grandi agenzie media come

WPP, Publicis, IPG, Dentsu-Aegis, Havas e Omnicom, che pare ottengano profitti ingiustificati portando avanti negoziazioni non sempre del tutto trasparenti.

Nel tentativo di puntare i piedi, l’ISBA ha creato per i suoi associati, un tipo di contratto strandard con l’intento di rafforzare la loro forza di negoziazione cumulativa.

“Siamo a un punto di svolta, dobbiamo fare qualcosa. Non credo che le agenzie media abbiano a cuore gli interessi dei loro clienti ma solo i propri e questo deve finire” ha dichiarato Debbie Morrison direttore dell’ISBA.

Dal canto loro, le agenzie dichiarano che il nuovo contratto è unilaterale e l’IPA, l’organo equivalente all’ISBA che rappresenta le agenzie, ha consigliato ai suoi membri di non aderire.

“In quanto il contratto è stato sviluppato da ISBA per gli inserzionisti e unicamente dal loro punto di vista, è molto probabile che non sia affatto equo” ha, infatti, commentato Paul Bainsfair, direttore generale dell’IPA. “Se così fosse, cercheremo di far desistere tutti i nostri membri dall’adesione”, ha concluso.

Il rischio di una rottura definitiva della fiducia tra advertiser e agenzie, per il momento, resta alto.

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