Francesco Lattanzio | 26 ottobre 2017
SCENARI

Misurazioni ed editoria: qualcosa continua a non tornare. Ancora contrasti tra i risultati di rilevatori diversi

Le contraddizioni non giovano mai alla tranquillità, in nessun caso. Ma se si parla di investimenti e dati che li indirizzano, queste diventano un vero e proprio scossone. Quando poi il confronto è tra l’Autorità Garante della Comunicazione (AGCOM) e una delle maggiori società di misurazione a livello mondiale (comScore), la situazione precipita nell’incertezza.

 

Stesso periodo, dati diversi

L’ultimo Osservatorio sulle Comunicazioni di AGCOM, pubblicato il 23 ottobre, fotografa (attraverso un’elaborazione condotta dalla stessa Autorità a partire dai dati Audiweb) una situazione delicata dell’editoria online italiana, con le audience di due tra i maggiori player – ItaliaOnline e GEDI – in contrazione.

Il panorama descritto da comScore, per la precisione dal ceo di Sensemakers (che rappresenta la società in Italia) Fabrizio Angelini, è però opposta: “Secondo i dati comScore nel periodo giugno 2016-giugno 2017 le Audience di ItaliaOnline e di GEDI sono rispettivamente cresciute del 25% e del 23%”.

Anche a livello numerico, le differenze sono siderali: gli utenti unici mensili di ItaliaOnline oscillano, a seconda di chi li misura, da 17 a 24.3 milioni , mentre quelli del Gruppo Editoriale da 13 a 23.6 milioni. Quasi il doppio insomma. E la domanda che sorge spontanea non può che essere una: questi 10 milioni di utenti li ha bucati Audiweb (e quindi Nielsen) o se li è inventati comScore?

“Il fatto che l’AGCOM rilevi una contrazione delle Audience digitali di due dei principali editori online Italiani dovrebbe far riflettere tutta l’industry”, aggiunge. La differenza potrebbe risiedere nel fatto che, probabilmente, i dati dell’Autorità non tengono conto degli accessi ai portali effettuati attraverso, ad esempio, i social network. In ogni caso, la differenza tra le prospettive illustrate dai due rilevatori è molto grande e compromette una visione chiara dell’andamento della industry.

 

Anche i social hanno numeri non univoci

Una pillola che si aggiuge a quella di Facebook, la cui fotografia di AGCOM raffigura una crescita di utenza dai 24 milioni di utenti mensili registrati nelle annate 2015-2016 ai 26 milioni del 2017, mentre il country manager del social network dichiarava al Sole 24 Ore nello scorso giugno di toccare i 30 milioni di visitatori nei 30 giorni. Nel giro di pochi mesi, è già capitato di trovarsi di fronte ad un netto mismatch tra i dati sull’editoria online proposti da due grandi società. Durante lo scorso giugno, infatti, il confronto è stato tra la stessa comScore e Audiweb, che utilizza i dati di Nielsen, come avevamo mostrato in questo articolo. La situazione, insomma, è tutt’altro che limpida e ciò che dovrebbe essere lo strumento principe per determinare quantomeno le strategie di comunicazione, vale a dire le rilevazioni, non aiutano a fare molta chiarezza. E il mercato al momento non pare interessato a fornirsi di uno standard condiviso e soprattutto univoco nonostante la posta in gioco, per alcune realtà quotate, sia tutt’altro che tracurabile.

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