Redazione 360com | 30 giugno 2016
SCENARI

Pwc migliora le stime: la sharing economy europea a quota 570 miliardi di euro

Disponibili nuovi dati, migliorativi, sull’evoluzione della sharing economy in Europa. Entro il 2025 le transazioni legate all’economia della condivisione – nei cinque principali settori: finanza collaborativa, alloggi e trasporti tra privati, servizi domestici e professionali on demand -, dovrebbero raggiungere un valore complessivo pari a circa 570 miliardi di euro. Il progresso, rispetto a precedenti valutazioni, è evidente. Si tratta di un valore superiore di circa venti volte nei confronti dei 28 miliardi di euro attuali. La stima arriva da PwC, che ha presentato i risultati della sua ultima analisi realizzata sul sistema della sharing economy in chiave europea. Dal report emergono diversi particolari interessanti, ad esempio che i micro-imprenditori impegnati a fornire servizi di condivisione dovrebbero garantirsi la fetta nettamente più grande dell’intero gettito, non meno dell’85%, vale a dire 487 miliardi di euro, sempre entro il 2025.

Cinque settori decisivi

La crescita della sharing economy in Europa sarà, poi, ampiamente diffusa. Quattro dei cinque settori chiave dovrebbero contribuire ognuno per circa 100 miliardi di euro entro il 2025. Inoltre, i ricavi maturati dalle piattaforme sempre nei cinque settori chiave potrebbero raggiungere 83 miliardi di euro nel 2025, rispetto ai soli 4 miliardi di euro di oggi. Un salto enorme. PwC, che ha analizzato in dettaglio la situazione di nove stati europei (Svezia, Polonia, Italia, Belgio, Spagna, Germania, Olanda, Regno Unito, Francia), rivela, inoltre, che oggi sono almeno 275 le società costituite nelle nazioni coinvolte dall’iniziativa di monitoraggio inserite a pieno titolo nel business sempre più diffuso della sharing economy.

Rapida maturazione

«La sharing economy sta rapidamente maturando. Il sistema si evolve. Da mero slogan si sta traducendo nell’opzione preferita dai consumatori più giovani. La crescita è solo all’inizio ed entro il 2025 in molti segmenti gli operatori della sharing economy avranno superato i player tradizionali – afferma Rob Vaughan, economista di PwC -. Per affermarsi come mercato di riferimento e incubatore per la sharing economy, l’Europa deve sviluppare un contesto normativo più omogeneo, coordinato e dinamico tra gli stati membri. Proprio a questo proposito, va ricordato che l’Agenda Europea per la sharing economy messa a punto dalla Commissione Ue promuove la revisione, da parte di ogni membro, della normativa domestica, oltre all’eliminazione di ogni barriera, garantendo, così, la tutela della concorrenza e la protezione dei diritti dei lavoratori e dei consumatori».

»Sarà fondamentale, allora, da parte della politica un approccio fondato sulle evidenze e insieme agile, «per collaborare con le aziende della sharing economy e mettere alla prova i cambiamenti normativi», aggiunge Vaughan. Pwc, ovviamente, ha condotto l’analisi prima del referendum britannico per l’uscita dall’Ue. «Crediamo, però, che il suo esito non riesca a modoficare i trend emersi rispetto alla crescita da qui al 2025. Sebbene l’incertezza economica e politica rappresenti un ostacolo per la crescita di ogni settore, i fondamentali della sharing economy, ovvero progresso tecnologico, cambiamenti demografici e urbanizzazione, continueranno a sostenere questo segmento nel lungo periodo», conclude Vaughan, matenendo il carattere positivo di un’analisi che prospetta l’ennesima, e incontrovertibile, rivoluzione economica dettata dallo sviluppo delle tecnologie e dalla filosofia della condivisione.

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