Francesco Lattanzio | 7 novembre 2017
SCENARI

WPP e Publicis, trimestrali negative. Ma la minaccia delle consultancy non è ancora così grande

L’ombra delle consultancy continua a insinuarsi sui terreni delle agenzie, anche se i pareri a riguardo sembrano essere discordanti. Da ormai svariati mesi, le agenzie di consulenza si stanno attrezzando per aumentare il valore della loro proposta in campo pubblicitario, e circa 30 giorni fa alcuni analisti francesi hanno additato Accenture come un possibile (e verosimile) acquirente per WPP e Publicis Groupe. Gli esperti di Nexis hanno giustificato questa tesi comparando il valore delle due agenzie con quello della società di consulenza, aggiungendo che il loro andamento negativo – in borsa e a livello di bilanci – avrebbe portato a ulteriori svalutazioni, in una dinamica che vede Accenture Interactive continuare la sua marcia di acquisizioni iniziata 5 anni fa.

 

WPP e Publicis Groupe: trimestrali negative

I risultati del terzo trimestre di WPP hanno deluso le attese, con le revenue che hanno segnato un modesto +0,8% (per un totale di 4.78 miliardi di dollari), ma a perimetro costante, la percentuale scende a -0.9%. Risultati che hanno ridotto a 0 le previsioni di crescita per la fine dell’anno. Le azioni, poi, hanno subito una perdita di valore per una percentuale del 2.7%. La società ha lamentato una maggiore influenza delle grosse firme ad tech, come Amazon, Facebook e Google, sul suo business.

Anche Publicis ha mancato gli obiettivi, e nonostante una crescita dell’1.2% a perimetro costante, per un valore di 2,264 miliardi di euro, è rimasta al di sotto dei 2.34 miliardi previsti dagli esperti. Anche in borsa non è andata come sperato, e infatti il valore delle azioni si è ridotto del 6.6%.

 

Secondo alcuni analisti, le consultancy non sono poi così minacciose

Nonostante sembri che gli astri si stiano allineando, diversi esperti vedono meno minacciose di quanto non lo siano state disegante le pretese di dominio dell’ad industry da parte delle società di consulenza. Gli analisti di Liberum, Berenberga e Pivotal Group sono d’accordo nel dire che le consultancy mancano ancora di scalabiltà in termini di misurazioni dell’entità delle revenue che raccolgono. Brian Weiser, senior research analyst di Pivotal Group, ha dichiarato che il rischio rappresentato dalle consultancy per le holding company non è poi così grande come è stato presentato, e la minaccia competitiva a cui sono state esposte è parte della narrativa negativa di cui è soggetta soprattutto WPP. Wieser sposta l’attenzione su un particolare: le minacce a cui sono esposte le holding all’intensificazione dei controlli sui contratti, sottolineando le minori spese dei big spender a livello pubblicitario.

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