Francesco Lattanzio | 16 ottobre 2017
TECNOLOGIA

Asos lavora sulla visual search, un nuovo canale di upselling per retailer e marketplace

Capita, a volte, che camminando per strada ci si innamori di un capo d’abbigliamento. Ma no, il vestito tanto desiderato non è in vetrina. È indossato da un passante. E allora cosa fare? Lasciar andare l’idea di avere un cappotto uguale alla ragazza che aspettava la metro li vicino? Fermare uno sconosciuto per chiedergli dove ha comprato quei pantaloni? Oppure lanciarsi in una ricerca per keyword che già dall’inizio si è consapevoli essere senza speranza?

La tecnologia sta muovendo decisi passi per lasciare sempre meno potenziali consumatori con le pive nel sacco, e così alcuni marketplace stanno sviluppando i primi esempi di visual search. Tra i pionieri di questa pratica c’è Asos, che già due mesi fa ha aperto ai suoi utenti la possibilità di fare ricerca prodotti a partire da un’immagine, ed è già sicuro che il visual search aiuterà le conversioni sul portale.

 

La visual search per fluidificare le vendite

Richard Jones, director of product management del sito, dice che Asos ha un problema di “upstream”: i visitatori non sono sicuri di quello che vogliono comprare, e scoprono solo una parte del catalogo dei retailer, un po’ a causa delle dimensioni dello schermo mobile, un po’ per via della search e del tipo di navigazione del sito. Caricando una foto dell’outfit che desiderano, però, lo strumento di visual search di Asos riesce a proporre risultati vicini ai desideri dei consumatori, e quindi a fluidificare le conversioni.

 

Come funziona

L’engagement creato dallo strumento è già molto alto, e secondo Jones potrebbe diventare la via principale per scoprire nuovi outfit all’interno dell’app. L’utilizzo dello strumento di visual search è molto semplice: basta scattare la foto di un outfit, caricarla sul marketplace e aspettare che l’algoritmo di Asos trovi i prodotti più simili disponibili all’interno del suo catalogo. Agli utenti verranno poi suggeriti altri capi, proposti tenendo in conto le ricerche visuali e le preferenze espresse attraverso i comportamenti in-app.

 

Asos punta ad allungare il tempo speso in-app

Il 70% del traffico globale di Asus e oltre la metà degli ordini che raccoglie provengono da mobile, dove solo all’interno della app ogni utente spende in media 80 minuti al mese. Jones rilancia: “Con uno strumento come il keyword search, devi sapere all’incirca cosa stai cercando ancora prima di digitare le parole. Per qualcuno è più di un discovery journey, è quasi un problema”. Ci sono ancora dei dettagli da affinare, tanto che alcuni early user hanno notato un saltuario mismatch tra ciò che viene cercato e quello che Asos vende.

Nessuno di questi sviluppi però ha una vera utilità se gli utenti non iniziano a utilizzare in massa la visual search. Alcuni si sono addirittura chiesti se mai questa modalità di ricerca verrà utilizzata massivamente della popolazione online. Jones è convinto che gli utenti si convertiranno molto presto, sulla scia dell’augmented reality e delle nuove release dell’iPhone in fatto di filtri per la fotocamera. Asos inoltre vuole promuovere la feature nei prossimi mesi, dopo aver constatato un grande interesse verso la voice search, nonostante questa non fosse stata promossa nemmeno all’interno dell’app.

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