Anna Maria Ciardullo | 25 luglio 2017
SOCIAL | TECNOLOGIA

BlippAR: l’app che trasforma il volto in una carta d’identità digitale in realtà aumentata

La startup BlippAR, attiva nel campo della realtà aumentata e sviluppatrice di un’app per il riconoscimento e la ricerca d’informazioni sull’ambiente che circonda l’utente, ha aggiunto una nuova funzione di riconoscimento facciale a portata di smartphone.

Il funzionamento ricorda quello di Shazam, l’app per il riconoscimento dei brani musicali. Ma anziché riconoscere le canzoni, riconosce le immagini. Basta puntare la fotocamera su una persona, una foto o un video e l’applicazione non solo riconosce il soggetto, ma propone anche una serie di contenuti associati visualizzati in AR. Per la versione Beta di Halos (è il nome della nuova funzionalità che permette di effettuare una scansione della propria faccia, trasformandola in una sorta di “carta d’identità” digitale e inserirla nel database di Blippar) appena messa a disposizione su smartphone, sono disponibili funzioni come gallery di foto dell’utente, la visualizzazione dell’ultimo tweet, una riproduzione a scelta da YouTube, una canzone a scelta riproducibile da Spotify. Attualmente nel database ci sono 70mili volti, tutti di personaggi famosi perché inizialmente l’app era stata lanciata solo per i volti noti, ma presto si moltiplicheranno anche quegli degli utenti, dal momento che, ora la feature è disponibile per tutti.

Il lancio della nuova feature arriva a meno di un anno dalla creazione di Blipparsphere: un browser visivo che utilizza l’apprendimento automatico per riconoscere gli oggetti del mondo reale.

Il profilo di ogni utente in seguito al riconoscimento facciale viene visualizzato ( con la realtà aumentata) come un cerchio di icone interattive che circondano il viso scansionato dallo smartphone; da qui il nome “Halo” (aureola, in inglese). “E’ un modo unico di esprimere te stesso”, ha detto a The Verge il ceo di Blippar, Ambarish Mitra, “la tua faccia diventa come una bacheca: riconosciamo gli esseri umani attraverso i loro volti e questo [strumento] è come una manifestazione digitale dell’individuo”.

Blippar afferma che l’efficienza del suo sistema di riconoscimento ha un margine di precisione superiore al 99,6%. La parte di riconoscimento del viso è, dunque, rapida e precisa, e per Blippar è ciò che conta di più. La società, infatti, ha aperto l’applicazione anche per consumatori, ma il suo scopo principale è fare pubblicità alla sua tecnologia che sta dietro che spera di vendere a terzi. Mitra suggerisce che la tecnologia potrebbe essere incorporata dalle banche per scopi di autenticazione, o da app per conferenze e eventi, con i partecipanti in grado di scandire i volti degli altri per scoprire chi sono e cosa fanno.

La società ha iniziato la vita come essenzialmente un’agenzia di marketing, collaborando con grandi clienti come Coca-Cola e Cadbury per aggiungere funzioni AR alla loro pubblicità. Ma secondo un rapporto di Business Insider, l’azienda non ha avuto molto successo nel cercare di far decollare questo modello di business. Per questo, ha deciso di sviluppare il proprio sistema AR per il riconoscimento di oggetti e volti e punta alla vendita di queste caratteristiche ad altre aziende.

Ma questo approccio potrebbe anche non funzionare. Nei suoi più recenti conti finanziari, Blippar ha registrato una perdita di 31,3 milioni di dollari nei 16 mesi precedenti al marzo 2016, mentre i ricavi rispetto allo stesso periodo di tempo sono stati poco più di 11 milioni. I rapporti di Bloomberg e Business Insider hanno evidenziato che la società sta bruciando velocemente i contanti e necessita di un altro ciclo di finanziamento per rimanere in piedi. (L’amministratore delegato della società è stato anche coinvolto in uno scandalo minore quando il Financial Times ha scoperto che lo stesso aveva “abbellito” il suo CV).

L’obiettivo finale di Blippar è abbastanza interessante. “Alla fine”, continua Mitra, “vogliamo costruire un browser completamente visivo” – un’applicazione che riconosca e identifichi qualsiasi cosa inquadrata da un telefono. Eseguire la scansione di un’auto, ad esempio, identificare il produttore, la creazione e l’anno ma anche animali, prodotti e, naturalmente, persone.

In un certo senso, Blippar potrebbe diventare una sorta di Wikipedia in realtà aumentata, l’ultimo strumento per soddisfare la curiosità degli utenti. Nel frattempo, i rivali s’immergono nello stesso spazio, offrendo i propri prodotti di realtà aumentata. C’è Shazam per il cibo, la “Bixby Vision” di Samsung sul nuovo Galaxy e ARKit di Apple. Se Blippar vuole costruire il primo vero motore di ricerca visivo, deve sbrigarsi.

 

 

 

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