Anna Maria Ciardullo | 16 novembre 2016
TECNOLOGIA

L’editoria scommette sulla VR, ma la vera sfida è la monetizzazione

La virtual reality è senza dubbio la sfida odierna degli editori. Sebbene non offra ancora grandi occasioni di monetizzazione, abbia un pubblico ancora ristretto, creare i contenuti è costoso e la loro fruizione richiede un’attrezzatura non molto diffusa nel mercato di massa, i publisher hanno scelto di scommettervi e si posiziona tra le tecnologie più sperimentate del momento. Alcuni dei nuovi progetti, dalla BBC al The Guardian, ad esempio, si basano sulla recente piattaforma VR di Google, DayDream. “E ‘facile dire che avere un Google headset Cardboard sia alla portata di tutti o quasi, ma la realtà è che siamo ancora lontani da una diffusione così capillare” ha dichiato Jerry Daykin, global digital partner di Carat. “Al momento è praticamente necessario lanciare una campagna pubblicitaria solo per avvisare la gente del fatto che si stia facendo qualcosa in VR. Le aziende, soprattutto quelle che producono beni di consumo, sono restie a investire in VR, a meno che questa non assicuri decine di milioni di visualizzazioni” ha aggiunto. Per capire meglio in cosa consistano le sperimentazioni legate all’applicazione della virtual reality nel mondo dell’editoria, di seguito un riassunto di come, al momento, cinque publisher si stanno interfacciando con le potenzialità della tecnologia immersiva.

 

The Guardian

Quest’estate, il Guardian ha pubblicato il suo primo progetto in VR: 6 × 9, A Virtual Experience of Solitary confinement , con il quale il pubblico ha potuto vivere l’inquietante esperienza di stare all’interno di una cella di isolamento. Il progetto è stato realizzato con la VR company The Mill, inizialmente con la collaborazione di un solo membro del team del The Guardian, Francesca Panetta. Nel mese scorso, il publisher ha ingrandito la sua “squadra VR” portandola a cinque persone, che si occuperanno di giornalismo, progettazione, gestione dei progetti e vendite. Panetta si occuperà della gestione editoriale e Adam Foley, commercial strategy director lavorerà con gli inserzionisti sulle potenzialità di sponsorizzazione. Il suo secondo progetto VR, Underworld , è stato pubblicato la scorsa settimana.

Foley ha spiegato che il Guardian si sta confrontando attivamente con i brand per creare nuove collaborazioni legate ai suoi progetti VR e che potrebbero essere trasformati in campagne di marketing più ampie supportate dal suo Content Studio Lab interno. Egli ritiene che DayDream di Google potrebbe allargare l’audience della VR, rendendola più accessibile. “Siamo in una posizione forte per guidare il mercato e costruire molto a partire dal successo dei nostri primi due progetti VR”, ha aggiunto. Anche Daykin di Carat si è espresso sul tema ed è convinto dell’importanza di una continua sperimentazione della tecnologia da parte degli editori. “C’è un sacco di domanda e d’interesse per i contenuti VR, per far funzionare la cosa in futuro, bisogna provarci adesso, rischiando anche di fallire”.

 

Financial Times

Il Financial Times non ha un team dedicato alla VR ma collabora a stretto giro con VR Visualise. Il primo progetto VR della casa editrice è stato lanciato in occasione delle ultime Olimpiadi e realizzato in collaborazione con Google. Si tratta di un film di quattro minuti, parte di una serie intitolata “Hidden Cities“, ambientata nel mondo delle favelas di Rio. Cinque persone di Visualise hanno girato il film, supervisionati dall’associate editor dell’FT magazine, Natalie Whittle. Google ha fornito 35.000 Cardboard headsets per i lettori di FT, 9.000 dei quali sono andati agli abbonati londinesi, e i restanti forniti gratuitamente presso i punti di vendita al dettaglio. Il video è anche stato trasmesso su YouTube e un microsito ah hoc, generando 250.000 visualizzazioni solo nella prima settimana, come riportato dallo stesso editore. Un’altra puntata di Hidden Cities sarà pubblicata nelle prossime settimane.

 

ft

FT Magazine

Il content studio dell’FT ha prodotto il suo primo branded content a 360 gradi la settimana scorsa. Il prodotto è una guida per la moda maschile, che mostra look casual e formali per la stagione autunno/inverno, realizzato in collaborazione con Gieves & Hawkes, Armani, Orlebar Brown e Turnbull & Asser.

 

The Economist

L’Economist ha pubblicato tre prodotti VR rilasciati quest’anno tramite la sua app mobile. Ognuno ha esplorato diversi aspetti del mezzo, compresi i suoi ambienti di realtà virtuale, live-action video a 360 gradi e animazioni. Ora, il publisher vuole integrare la VR nei suoi contenuti long-form sponsorizzati, prodotti dalla sua divisione Economist Films. Il primo è “Future Works” realizzato per Saleforce e sponsorizzato dalla stessa. “Speriamo che la VR si trasformi da un hobby interessante a un generatore di entrate nel 2017”, ha dichiarato Tom Standage, deputy editor dell’Economist. “La domanda più attuale è chiedersi proprio se ci sia un’appetito commerciale per essa”, ha aggiunto.

 

Huffington Post

Huffington Post ha ereditato le capacità e la tecnologia VR dal suo “genitore” AOL che, nel mese di aprile, ha acquisito VR Ryot, azienda specializzata in virtual reality. Le tecnologie e l’equipaggiamento di Ryot sono state fornite a tutti i team video di AOL, che in Inghilterra servono tutti suoi i marchi: HuffPost, Engadget, TechCrunch, AOL, MSN e Xbox. Lo staff di Ryot ha anche provveduto ad “addestrarli” per girare video a 360 gradi e creare contenuti VR-led. Huffington Post è il primo marchio del portfolio a lanciare contenuti editoriali in VR essendo, attualmente, il brand più scalabile. Huffington Post ha anche collaborato con Fallon e MediaMonks per realizzare video a 360 gradi legati a una campagna di Cadbury ,”Memory Lane”.

 

cadburys

CNN International

CNN International ha incluso la VR nei pitch per i branded content. Finora, il suo content studio ha prodotto due campagne con questa tecnologia. Questa settimana, ha rilasciato una serie di video a 360 come parte di una campagna brandizzata più ampia e realizzata per conto dell’ Abu Dhabi Tourism & Culture Authority, Etihad Airways e Yas Island. CNN ha anche creato altri video a 360 gradi per il suo advertising client Warner Brothers, nati per promuovere sul mobile il film Sully interpretato da Tom Hanks, che recita la parte di un pilota costretto ad atterrare nel fiume Hudson a New York. L’iniziativa comprende un video che mostra a 360 gradi l’esperienza del pilota all’interno della cabina guida, il quale ha generato oltre 3,8 milioni di visualizzazioni su Facebook.

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