Francesco Lattanzio | 3 maggio 2016
MEDIA | TECNOLOGIA

The New York Times e la scommessa della realtà virtuale

“Il futuro dello storytelling è visuale”. Questa è ormai una costante delle presentazioni dei colossi digitali, da Zuckerberg a Mark Thompson, ceo del The New York Times. Durante l’evento Digital Content NewFronts, lo stesso Thompson ha rilanciato il trend principale attraverso cui i player digitali vogliono lanciare un livello più profondo di engagement: la realtà virtuale. Negli scorsi anni, il Times ha aumentato gli investimenti diretti alle piattaforme video digitali, che hanno portato un’espansione dell’audience dei millennial, negli Usa, da 20 milioni nel marzo dello scorso anno ai 31 attuali (fonte comScore). La unit dedicata al native advertising della company, T Brand Studio, ha già prodotto oltre 150 progetti per i suoi partner, alcuni di questi declinati in esperienze di realtà virtuale. Non solo, Kopit Levien, evr e cro del Times, ha annunciato anche il debutto estivo di Story, una nuova divisione digitale dedicata allo sviluppo di nuovi strumenti di agumented reality e connected automobile dedicati alla redazione e agli advertiser.

Ma è la realtà virtuale, ancora una volta, a catturare l’attenzione. “Oggi siamo qui davanti a voi in qualità di leader del giornalismo in realtà virtuale” ha dichiarato Jake Silverstein, editor in chief del New York Times Magazine, che ha portato alcune cifre a supporto. Dall’anno scorso, quando ha debuttato il primo film in vr dell’editore, hanno distribuito più di 1 milione di Google Cardboard e la app che permette la visione in realtà virtuale è diventata il lancio di maggior successo della storia del Times. Questa tecnologia sarà uno dei focus principali dell’editore statunitense, e tra gli obiettivi c’è l’espansione della reach attraverso il mobile, grazie anche al supporto di alcune piattaforme specializzate con cui sono state intavolate alcune trattative. Tra i contenuti previsti per il 2016, tour di famosi stadi olimpici, cambiamenti climatici in Antartide e una nuova serie che comprenderà clip sviluppate in modo da mettere lo spettatore in un “ambiente rilassante”. Inoltre, verranno lanciate sei serie interattive, sempre in vr: “The Fine Line” punterà i riflettori su alcuni atleti protagonisti delle prossime Olimpiadi, “The Art of Better” tratterà della scienza applicata alla produttività, “Two Tales of a City” descriverà una città dagli occhi di due viaggiatori con budget diverso, “The Inside Track” racconterà i retroscena e i making-of delle grandi hit musicali, “Chartland” discuterà gli argomenti di attualità attraverso schemi e tabelle e “Out There” esplorerà lo spazio.

Il Times sta scommettendo molto sulla realtà aumentata, anche a livello pubblicitario. E pare abbia già ingranato. Tanto che ha già prodotto diversi video per Mini e Tag Heuer, alcuni dei quali hanno avuto più successo dei filmati non-branded.

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